domenica 9 febbraio 2014

CORRUZIONE. TORNANO LIBERI I CRISAFULLI, RESTA AI DOMICILIARI EX SINDACO DI CALATAFIMI

Sono tornati in libertà gli imprenditori palermitani Ettore ed Enrico Crisafulli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, Lucia Fontana, ha revocato integralmente la misura cautelare a carico dei Crisafulli. I due, rispettivamente padre e figlio di 69 e 34 anni, indagati per intestazione fittizia di beni, erano finiti ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che
ha portato all'arresto mercoledì scorso il sindaco di Calatafimi Segesta, Nicolò Ferrara, per il quale il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, ha disposto la sospensione dalle funzioni di sindaco.
Ettore ed Enrico Crisafulli, sentiti subito dopo l'arresto, assistiti dall'avvocato Marcello Madonia, hanno chiarito le loro posizioni, fornendo nel corso degli interrogatori ampie dichiarazioni a loro discolpa. Secondo il giudice, la versione dei due indagati "ha introdotto un'ipotesi di fatto alternativa rispetto a quella ritenuta all'atto dell'adozione della misura cautelare, con ciò comportando che il quadro indiziario valutato all'esito dell'interrogatorio di garanzia non risulti più univocamente grave per entrambi gli indagati". Sentito dal giudice Fontana, alla presenza del suo difensore, l'avvocato Pietro Riggi, l'ex sindaco, accusato di corruzione, falsità ideologica e turbativa d'asta, ha deciso, invece, di avvalersi della facoltà di non rispondere. Dopo la sospensione dall'esercizio delle sue funzioni disposta dalla prefettura di Trapani, un provvedimento previsto dalla legge nei casi in cui scatti la misura restrittiva della libertà personale, per Nicolò Ferrara le sue dimissioni sono un atto quasi obbligato. "Valutate le accuse mosse al sottoscritto – spiega Ferrara – e i provvedimenti emessi dai magistrati, rispetto ai quali ripongo massima fiducia, con sofferenza sono arrivato alla decisione di presentare le mie dimissioni da sindaco di questa mia amata città”. Giustifica le sue dimissioni affermando che
"quanto avvenuto impone un passo indietro sia per organizzare meglio la propria difesa nella fase processuale, sia per dare serenità nello svolgimento dell'attività quotidiana allontanando sospetti e dubbi. Posso assicurare - asserisce Ferrara - che alla base di quanto accaduto c'è una grande confusione che ha generato incomprensioni ed equivoci". Intanto, ad amministrare temporaneamente il Comune sarà il vice sindaco Filippo Cangemi. Ma l'ex sindaco di Calatafimi Segesta riveste anche l'incarico di presidente del Consorzio Trapanese "Legalità e Sviluppo", per il quale si attendono le dimissioni o una sua immediata revoca. Proprio a dicembre scorso in qualità di presidente, Ferrara aveva tenuto in Prefettura un seminario sull'analisi della normativa in tema di corruzione. Al momento nell'operazione che ha portato ai domiciliari il sindaco di Calatafimi restano indagati a piede libero, oltre ad Ettore ed Enrico Crisafulli, Fabio e Paolo Ienna, di 36 e 26 anni, Diletta Ciminna, 34 anni, Giovanni Caruso, 31 anni, Giuseppe Vanella, 35 anni, Vincenzo e Salvatore Guida, di 31 e 63 anni, Giovanni Amico, 61 anni e Pietro Lo Porto, 48 anni. A carico delle persone indagate sono state effettuate perquisizioni domiciliari e personali condotte dalla squadra Mobile di Trapani a Calatafimi-Segesta, Palermo, Roma e Salaparuta.

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