mercoledì 19 febbraio 2014

CORRUZIONE. AVVISI DI GARANZIA PER QUATTRO POLITICI TRAPANESI VICINI A SEN. D'ALI'

Terremoto politico a Trapani, dopo che quattro politici hanno ricevuto l'informazione di garanzia e la
perquisizione nelle proprie abitazioni, su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani. Nei loro confronti la sezione di polizia giudiziaria del corpo della forestale ha eseguito una perquisizione domiciliare alle nove di sera di qualche giorno fa, sequestrando vari computer ed una serie di documenti. L'indagine, coordinata dai sostituti procuratore Andrea Tarondo e Sara Morri, sulla quale c'è molto riserbo, pare riguarderebbe un caso di corruzione. Sotto indagine sono finiti politici legatissimi da sempre al senatore trapanese Antonino D'Alì e tre dei quali transitati con lui nella scissione del Pdl che ha visto costituire il partito Ncd. Indagati sono i consiglieri comunali di Favignana e Trapani, l'ex assessore provinciale Cettina Spataro e il capogruppo di Ncd a Palazzo D'Alì, Totò La Pica, l'esponente di Forza Italia, Luigi Manuguerra, che invece con D'Alì ha rotto dopo il passaggio di quest'ultimo al Nuovo Centro Destra, e l'ex coordinatore provinciale del Pdl, Vito Santoro. A quest'ultimo sono contestati anche i reati di violenza privata e minacce. Sulle indagini viene mantenuto al momento il massimo riserbo da parte degli inquirenti, ma sia dalle indiscrezioni stampa che da una durissima nota diramata dal portavoce del Senatore, seppur a firma della consigliera ericina Lella Pantaleo, il riferimento alla vicenda giudiziaria del parlamentare trapanese è evidente. "La perquisizione degli onesti, ancora una volta alla ricerca di ciò che non si può trovare. Ci spiace - scrive Lella Pantaleo, consigliere comunale del Ncd ad Erice - per chi dopo l'assoluzione del sen. D'Alì dovrà rassegnarsi – si legge testualmente con chiaro riferimento agli organi inquirenti – all'evidenza di aver incontrato sulla sua strada altre tre persone di assoluta integrità, che hanno l'unico difetto, per verità comune con tanti altri, di essere amici e dello stesso partito. Provate a raccontare ai trapanesi che qualcuno indaga su Vito Santoro, su Cettina Spataro e su Totò La Pica, e vedrete - commenta Pantaleo - come si metteranno a ridere pensando ad una barzelletta e dopo, se non fosse per il timore delle istituzioni, manifesterebbero pubblicamente il loro sdegno". Insomma, parole durissime che non mancheranno di creare polemiche sulla vicenda. Lo scorso 30 settembre il senatore D'Alì è stato assolto, in primo grado, dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma i nomi di Santoro e Manuguerra erano venuti fuori già nel corso del dibattimento dell'ultimissima udienza contro il senatore D'Alì, come soggetti che avrebbero avvicinato direttamente don Ninni Treppiedi, il sacerdote dello "scandalo Curia" che ha deciso di svelare clamorosi retroscena della vita personale e politica del senatore, influendo sull'impianto accusatorio della Procura, sostenuta in aula dal pubblico ministero della distrettuale antimafia Andrea Tarondo, ed il suo autista, per una sorta di intimidazione. Seppur genericamente si parla di corruzione, con ogni probabilità, secondo qualche indiscrezione stampa, l'ipotesi di reato contestato ai quattro politici dovrebbe essere l'articolo 377 del codice penale, che prevedeva la fattispecie di reato di "subornazione" oggi riformato in "intralcio alla giustizia". Da parte degli indagati, in queste ore in riunione fra loro e con i loro legali, ancora nessuna dichiarazione ufficiale.


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