sabato 15 febbraio 2014

CASO DENISE. JESSICA TORNA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI PER IL SECONDO GRADO DI GIUDIZIO

La sorellastra di Denise Pipitone, dopo l'assoluzione in primo grado del 27 giugno scorso per concorso nel sequestro della piccola scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004, tornerà alla sbarra davanti la Corte d'appello di Palermo. La prima udienza, del processo di secondo grado a Jessica Pulizzi, 27 anni, è 
fissata per il "venerdì Santo", il 18 aprile prossimo. L'imputata, figlia dello stesso padre di Denise, Piero Pulizzi, è stata assolta dal Tribunale di Marsala con formula dubitativa, "per non aver commesso il fatto". Per Jessica Pulizzi, i pubblici ministeri Sabrina Carmazzi e Francesca Rago avevano affermato nella requisitoria che "Una serie di indizi chiari, univoci e convergenti inducono a ritenere che Jessica sia stata l'autrice del sequestro. È colpevole senza alcun dubbio. Anche se - per l'accusa - non può aver agito da sola". Per false dichiarazioni al pm, il Tribunale, invece, condannò nello stesso processo a due anni di reclusione Gaspare Ghaleb, 28 anni, ex fidanzato di Jessica. Un processo, quello di primo grado, avviato il 16 marzo 2010, protratto per 44 udienze e durato tre anni e mezzo, in cui non risulta certamente provata l'innocenza dell'imputata, e in cui il giudice ha ritenuto di pronunciare sentenza di assoluzione in base all'art. 530 secondo comma del codice di procedura penale. Tra le motivazioni della sentenza di assoluzione, oltre 250 pagine che compongono il faldone, si esalta la mancanza di prove concrete, sottolineando un "Costrutto accusatorio sorretto da un numero modesto di elementi indiziari, ciascuno peraltro - si legge - connotato da forte ambiguità; intrinsecamente caratterizzato da non trascurabili momenti di inverosimiglianza e convivente con molteplici ipotesi alternative". Eppure una serie di poco comprensibili intercettazioni telefoniche e ambientali e soprattutto una serie di bugie e l'alibi vacillante della ragazza avevano indotto l'accusa a chiedere nei confronti di Jessica una condanna pesante, 15 anni, in applicazione della cosiddetta legge Denise, approvata dal Parlamento grazie ad una battaglia condotta anche dalla mamma della bambina. Jessica Pulizzi, che all'epoca della scomparsa di Denise, aveva diciassette anni, secondo l'impianto accusatorio, avrebbe portato via la sorellastra che sapeva essere figlia illegittima del padre e di Piera Maggio prendendola a bordo del suo motorino mentre la bambina giocava in strada davanti casa della nonna materna. La piccola sparì nel nulla tra le 11.45 e le 11.50 del primo settembre 2004, dalla via Domenico La Bruna. L'ultimo a vedere Denise sarebbe stato Giuseppe Della Chiave, il cuoco mazarese che, nell'ambito di un'attività investigativa degli avvocati di parte civile, è stato accusato dallo zio sordomuto di essersi recato al magazzino di via Rieti, a circa 7 km dal luogo del rapimento, con in braccio la piccola Denise, una decina di minuti dopo la sua scomparsa.

1 commento:

  1. www.facebook.com/pipitonedenise paginafan ufficiale
    www.facebook.com/missing.d.mp profilo ufficiale Coridali saluti Mary Falco

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