giovedì 6 febbraio 2014

ASSOLTO L'EX SINDACO DI CAMPOBELLO DI MAZARA CON SCARCERAZIONE IMMEDIATA

Scarcerazione immediata per l'ex sindaco di Cambobello di Mazara dopo l'assoluzione del tribunale di
Marsala. Il collegio giudicante presieduto da Gioacchino Natoli ha assolto, ieri pomeriggio, Ciro Caravà, imputato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, per non aver commesso il fatto. Il pubblico ministero, Pierangelo Padova, aveva chiesto la condanna a diciotto anni di reclusione. Secondo gli inquirenti, l'ex primo cittadino avrebbe avuto rapporti con esponenti della famiglia mafiosa campobellese capeggiata da Bonafede. Ciro Caravà, cinquantacinque anni, era alla guida di una giunta di centrosinistra, quando nel dicembre 2011 venne arrestato insieme ad altre sei persone nell'ambito dell'operazione Campus Belli. Nel processo insieme all'ex sindaco sono stati assolti anche l'anziano boss Leonardo Bonafede, già condannato in passato per associazione mafiosa, chiamato a rispondere di intestazione fittizia di beni, e gli imprenditori del settore olivicolo, Antonino Moceri ed Antonio Tancredi, accusati di
concorso esterno in associazione mafiosa, per avere consentito a Cosa Nostra di infiltrarsi nell'attività economica, nonché Gaspare Lipari, che secondo l'accusa avrebbe svolto una funzione di "collegamento" tra Caravà ed il capomafia Bonafede. Condannati invece Simone Mangiaracina e Cataldo La Rosa, ritenuti i bracci operativi della famiglia mafiosa campobellese, rispettivamente a tredici ed a dodici anni di reclusione e scontata la pena, altri tre anni di libertà vigilata. I due imputati dovranno anche risarcire il Comune di Campobello di Mazara, sciolto per infiltrazioni mafiose il 27 luglio 2012, e l'associazione antiracket di Mazara del Vallo. Durante l'arringa conclusiva l'avv. Giuseppe Oddo, difensore dell'ex sindaco di Campobello, ha asserito che il suo assistito "Ciro Caravà non è mai stato inserito, o meglio "punciutu", nell'associazione mafiosa. La sua vita è stata attraversata da un evento determinante. La perdita di un genitore quando andava a scuola. Nel 1976, ad opera della mafia, fu ucciso lo zio e pochi giorni dopo scomparve il padre di Ciro. Come confermato da Giovanni Brusca - ha affermato il legale - il padre di Caravà fu vittima perché cercava di capire che fine avesse fatto il fratello. Caravà padre muore in una guerra di mafia, ma non era mafioso".

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