lunedì 17 febbraio 2014

ASSOLTO ANCHE IL BOTTAIO DI PARTINICO. DOPO 38 ANNI DEVONO COMINCIARE DA CAPO LE INDAGINI SULLA STRAGE DI ALCAMO MARINA

"E' stata chiusa una pagina delle più tristi della giustizia italiana. I tre processi di revisione hanno acclarato il falso storico che ha portato alla condanna di Gulotta, Ferrantelli, Santangelo e Mandalà". A dichiararlo assolutamente soddisfatto l'avvocato Baldassare Lauria, legale della famiglia Mandalà, subito dopo che la Corte d'Appello di Catania ha disposto la revoca della sentenza di condanna emessa nei confronti di Giovanni Mandalà, condannato all'ergastolo 33 anni fa nell'ambito delle indagini sul duplice omicidio dell'appuntato Salvatore Falcetta e del carabiniere Carmine Apuzzo, assassinati il 27 gennaio del 1976 ad Alcamo Marina. Il bottaio di Partinico, deceduto nel 1998 in carcere a seguito di una grave malattia, adesso è stato assolto "per non avere commesso il fatto". Il caso è stato riaperto nel 2008 dalla Procura di Trapani a seguito delle rivelazioni di un ex brigadiere dei carabinieri, Renato Olino, che all'epoca partecipò agli interrogatori. Olino, membro del nucleo anti-terrorismo di Napoli, nelle sue dichiarazioni ha rivelato che tutti gli indagati furono picchiati e seviziati e costretti a confessare. "Vennero messi nelle loro bocche imbuti e versati al loro interno grossi quantitativi di acqua e sale. Gli accusati furono anche picchiati, perfino nelle parti intime, e venne usato – ha denunciato Olino – anche un 'telefono da campo' in grado di produrre scariche elettriche per torturare ulteriormente i fermati". Insieme con Mandadà erano stati condannati anche tre alcamesi, Giuseppe Gulotta, Vincenzo Ferrantelli e Gaetano Santangelo, che dopo le rivelazioni di Olino hanno chiesto la celebrazione di un nuovo processo e sono stati assolti. Analoga iniziativa è stata avviata nell'ottobre 2012 dai familiari di Mandalà, intanto deceduto. Alla luce dell'assoluzione, la famiglia Mandalà ha anticipato che chiederà il risarcimento danni rivolgendosi alla Corte di giustizia europea. Alla lettura della sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Catania ha presenziato anche Giuseppe Gulotta. Adesso le indagini per il duplice omicidio dell'appuntato Salvatore Falcetta e del carabiniere Carmine Apuzzo, nella strage della casermetta di Alcamo Marina, dopo 38 anni devono ripartire da capo.

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