domenica 23 febbraio 2014

ARTICOLO 21 DENUNCIA IL DURO ATTACCO MOSSO CONTRO I MAGISTRATI AI FUNERALI DELL'ON. CANINO

Durissima polemica dopo i funerali dell'onorevole Francesco Canino dell'associazione Articolo 21 "circolo 2
Giugno" di Trapani che critica le parole pronunciate dal presidente dell'Ordine dei medici di Trapani. "Gravissimo che in questo clima di intimidazioni ai magistrati - denuncia la nota diffusa dall'associazione Articolo 21 - si metta all'indice l'attività di un pubblico ministero e dei suoi collaboratori, perché siamo a poche ore da un attacco vergognoso, grave, mosso contro magistrati, investigatori, all'interno di un sacro luogo quale è una Chiesa. Il funerale dell'ex deputato Francesco Canino, deceduto mentre era sotto processo per associazione mafiosa, è uscito fuori - prosegue la nota - dai cardini religiosi, ed ha dato modo a qualche fedelissimo dell'on. Canino, il dott. Giuseppe Morfino, presidente dell'Ordine dei Medici di Trapani, di prendere la parola in Chiesa ed essere applaudito". Giuseppe Morfino, che ha condiviso con l'ex deputato regionale diverse battaglie politiche, ha preso la parola nel corso della celebrazione funebre usando parole durissime. "Noi perdoniamo chi ti ha ingiustamente perseguitato ma anche loro dovranno rispondere, con la loro coscienza, alla giustizia, quella vera, quella di Dio". Francesco Canino, arrestato il 7 luglio del 1998, nell'ambito dell'operazione antimafia "Progetto Rino – Terza fase", era imputato dinanzi al Tribunale di Trapani per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso. Otto giorni prima del suo decesso, dopo anni di grave malattia, il pubblico ministero Andrea Tarondo ne aveva chiesto la condanna a dodici anni di reclusione. Un vero atto d'accusa quello lanciato da Morfino, che
all'uscita della chiesa, avvicinato da alcuni cronisti, ha provato a chiarire, spiegando che non si riferiva agli investigatori. Le sue parole, però, hanno avuto ugualmente un effetto dirompente. "Crediamo poco alle giustificazioni", si legge ancora nella nota diffusa dall'associazione Articolo 21. "In quella stessa chiesa abbiamo sentito anche dire che 'la morte ha evitato il dolore di ascoltare la sentenza'. Ed allora - si chiede l'associazione - chi veniva perdonato di aver fatto il persecutore se non chi era impegnato ad inquisire l'ex deputato defunto?". Canino ha sempre respinto le accuse e Morfino salutando l'amico precisa: "Caro Ciccio, tu hai subito delle ingiustizie ma hai avuto il coraggio e la forza di resistere. Questa ingiustizia - ha proseguito il presidente dell'Ordine dei medici - è stata per noi un momento di sconforto. Ma conoscevamo e conosciamo quale era il tuo impegno, quale era la tua correttezza, quale era la tua volontà di portare avanti i bisogni della gente. Credo che il Signore - ha commentato Morfino - ti abbia chiamato per evitare che, in qualche aula di tribunale, venisse scritta ingiustamente una pagina che non meritavi". Articolo 21 stigmatizza anche le parole pronunciate, durante l'omelia, da padre Biagio Grillo: "Per il fatto che tutto s'è svolto in Chiesa e che alle parole di un laico sono anche seguite quelle oltremodo assolutorie, e non religiose, di un prete, vorremo ascoltare l'autorevole alto pensiero del vescovo, non avendo comunque dubbi su quello che può essere il suo pensiero avendolo ascoltato in altre occasioni". Padre Grillo, che è stato per lungo tempo parroco della chiesa del rione dove viveva l'onorevole, nel corso della sua omelia, ha voluto "sottolineare quelle opere buone che lui ha saputo realizzare nella sua vita. Quello che di male può essere stato - ha precisato don Grillo - fa parte della fragilità umana. Chi di noi è senza peccato scagli la prima pietra. Quante persone - ha dichiarato il parroco rivolto al feretro di Canino - ho visto bussare alla sua porta, quante persone hanno avuto il pane, quante persone hanno potuto sperimentare quel modo di essere di Francesco". Articolo 21 conclude la nota asserendo: "Prendiamo atto però che la Chiesa trapanese continua ad avere preti poco coraggiosi, pensiamo grave che la Chiesa trapanese possa mettere a disposizione propri pulpiti per tenere comizi". Il riferimento non è ovviamente rivolto al Vescovo della Diocesi di Trapani, per il quale Articolo 21 dichiara nella nota di essere a suo "fianco e lo diciamo a scanso di equivoci", essendo il successore di Monsignor Miccichè, sospeso a divinis dalla Santa sede dopo lo "scandalo Curia".

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