domenica 23 febbraio 2014

ABUSIVISMO TRISCINA. TROVATI ATTI DELIBERATIVI DEL 1961 CHE POTREBBERO SEGNARE LA SVOLTA DECISIVA PER L'ANNOSA VICENDA

Dopo che all'Arena di Giletti la borgata marinara di Triscina è passata alla storia come quella più abusiva
d'Italia, il primo cittadino di Castelvetrano, Felice Errante, ha conferito l'incarico all'avvocato Giovanni Lentini per esprimere un parere legale relativamente alle problematiche inerenti al Piano regolatore generale e alle sue prescrizioni esecutive proprio sulla frazione balneare e in particolare sulle lottizzazioni Volpe e Quartana.Alle lottizzazioni Quartana e Volpe anche la Sovrintendenza di Palermo il 22 maggio 1964 diede il proprio nulla osta. Nel 2011, la precedente amministrazione comunale, ha ritenuto che ai fini della sanatoria delle costruzioni realizzate nella fascia dei 150 metri successivamente al 1976 non si poteva incondizionatamente determinare l'esclusione di queste due lottizzazioni di cui gli strumenti urbanistici generali vigenti all'epoca hanno, invece, ignorato l'esistenza. Le aree in questione non sono state mai classificate "A" o "B", per le quali le norme non prevedono il rispetto del limite di arretramento dalla battigia, ma, secondo quanto determinato da una relazione di tecnici comunali, potevano considerarsi zone sature. Cosicché, si disse allora, "l'eventuale demolizione delle costruzioni realizzate dopo il 1976 dentro la fascia dei 150 metri non collima con la ratio della legge regionale". A fare esplicita richiesta di un parere legale al sindaco è stata la I Commissione consiliare Urbanistica, che durante l'esame del Piano regolatore generale ha sollevato molte perplessità proprio sulla frazione balneare di Castelvetrano. "Abbiamo ripreso – spiega il consigliere comunale Luciano Perricone, presidente della I Commissione consiliare Urbanistica – la problematica affrontata in Consiglio comunale nella scorsa legislatura, con la presa d'atto il 20 giugno 2011 dell'efficacia delle lottizzazioni Quartana e Volpe". Tali atti acquistano una importanza determinante sui provvedimenti finali da
adottare in materia del "presunto" abusivismo edilizio compiuto a Triscina. La delibera del 2011, approvata dal Consiglio comunale, venne inviata al Dipartimento urbanistica dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente per il parere di competenza, ma la risposta non rivelò niente di positivo: "quanto preso atto con la delibera di Consiglio comunale n. 59 del 2011 non può costituire presupposto giuridicamente rilevante per potere assumere decisioni di sanabilità per le costruzioni abusive ricadenti all'interno delle lottizzazioni Quartana e Volpe". L'avv. Lentini ora dovrà ricostruire l'intera vicenda storico-giuridica, legata allo strumento urbanistico e alle sue norme di attuazione, degli atti che si sono susseguiti dal 1994 ad oggi. Inoltre, dovrà essere verificata se risulta o meno conforme alla legge mantenere le previsioni contenute nel Prg vigente non avendo l'amministrazione comunale, allo stato attuale, elaborato nuove prescrizioni su Triscina. L'Assessorato regionale, citando alcune normative, ha rafforzato il parere negativo espresso asserendo che "non vi è spazio per alcuna valutazione da parte del Comune in ordine all'interesse pubblico alla rimozione dell'opera abusiva né per la conservazione dell'opera stessa, dietro pagamento di sanzione pecuniaria". L'amministrazione comunale, dopo il certosino lavoro svolto dalla I Commissione consiliare Urbanistica, che tra gli atti adottati nel tempo dall'amministrazione comunale ha ritrovato i tasselli mancanti di una cementificazione, seppur selvaggia, pare "legalizzata", non può mettersi i "paraocchi" ed accettare passivamente il verdetto.
Se si dovesse accettare passivamente il categorico veto da parte della direzione generale del Dipartimento urbanistica dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente su le case abusive di Triscina, come conseguenza, la cementificazione selvaggia degli anni '80 dovrebbe portare a radere al suolo gran parte della Sicilia. Seguendo la cronologia degli atti deliberati ed adottati negli anni, perentoriamente validi alle leggi che si sono susseguite, il legale incaricato dovrà verificarne l'efficacia e l'idoneità per poter definitivamente regolamentare la futura attività urbanistica nel territorio della borgata marinara più discussa d'Italia. "Relativamente alla lottizzazione Quartana, ad esempio, nell'archivio comunale - dichiara Luciano Perricone - abbiamo trovato una delibera di giunta del 1961, poi esitata dalla Commissione provinciale di controllo sempre quell'anno, che ne attestano la presenza già allora. Successivamente, però, non sono stati completati gli iter burocratici. Esistono delibere di giunta e non di Consiglio comunale. Ora - precisa il presidente della I Commissione - stiamo cercando di venire a capo della vicenda". Di certo la delibera del Consiglio Comunale del 2011, come asserisce l'Assessorato Regionale, "non può costituire presupposto giuridicamente rilevante per potere assumere decisioni di sanabilità per le costruzioni abusive", ma tutti gli atti ritrovati ancor prima del terremoto del 1968, che portò gran parte della popolazione belicina a riversarsi sulle coste castelvetranesi, potranno essere propedeutici per mettere la parola fine ad un'annosa vicenda. D'altronde, la medicina insegna che il cancro si cura, o si trovano i rimedi per renderlo sopportabile, ma di certo non si elimina il male abbattendo il paziente.

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