domenica 26 gennaio 2014

TUMBIOLO: "PER CHIEDERE IL RILASCIO DEL DANIELA L., ORA E' LO STATO CHE DEVE MUOVERSI"

Il presidente del distretto produttivo per la pesca "Cosvap" chiede che il governo Letta si attivi per la
liberazione del peschereccio mazarese "Daniela L.", ancora sotto sequestro dopo quindici mesi. "Così come i parlamentari della Commissione parlamentare si sono recati in India per solidarizzare con i nostri marò, bloccati in quel Paese dal 2012, dovrebbero recarsi in Libia - afferma Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo per la pesca - per riportare in Italia il "Daniela L.", il peschereccio mazarese sequestrato il 7 ottobre 2012 e la cui ennesima udienza davanti al Tribunale militare di Bengasi per deciderne il rilascio ieri è stata nuovamente rinviata a data da destinarsi". Tumbiolo nei mesi scorsi ha interessato sulla questione, tra gli altri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Enrico Letta e il ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino. Il peschereccio "Daniela L." fu sequestrato con il "Giulia PG", poi rilasciato dietro ammenda, a circa 40 miglia al largo delle coste cirenaiche. Il "Giulia Pg" è stato rilasciato il 26 novembre 2012, dopo il pagamento di una ammenda di dieci mila dinari, versata dallo stesso armatore palermitano del "Daniela L.", Cosimo Lo Nigro. Per il suo rilascio, invece, sono sorti diversi problemi, in quanto il peschereccio l'1 dicembre 2010 era stato già sequestrato sempre dalla Libia. Anche allora fu condotto al porto di Bengasi, ma venne rilasciato dopo una settimana in seguito al pagamento di un'ammenda di cinque mila euro. "Sono stato quattro volte in missione a Bengasi - precisa Giovanni Tumbiolo - per chiedere il rilascio del Daniela L, ora è lo Stato che deve muoversi".

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