giovedì 23 gennaio 2014

TRAPANI "BUNKER" DOPO MINACCE A MAGISTRATI. LA PROCURA RAFFORZA IL PROPRIO POOL CON VERZERA

Le nuove rivelazioni, che minacciano la serenità dei componenti della magistratura in prima linea nella lotta
alla mafia ed impegnati in delicate indagini, contribuiscono ad aumentare lo stato di tensione che si respira tanto a Palermo quanto a Trapani e Caltanissetta. Negli ultimi mesi è stata una vera escalation di intimidazioni tra lettere anonime e messaggi diretti di morte provenienti dal "Capo dei capi" in persona, seppur da dietro le sbarre del carcere "Opera" di Milano, che dal latitante castelvetranese, attraverso le dichiarazioni del cugino acquisito Cimarosa, arrestato il 13 dicembre scorso insieme alla sorella e al nipote del boss. La Prefettura di Trapani, per rispondere alle continue segnalazioni di "attenzioni particolari" e minacce anonime che coinvolgono i magistrati impegnati a Trapani, ha messo in campo un piano di intervento articolato nel territorio, che coinvolge non solo polizia e carabinieri, ma forze dell'ordine fino a poco tempo fa non coinvolte in questo genere di operazioni, come i vigili urbani e la polizia stradale.Tutti i magistrati impegnati a Trapani sono oggetto di tutela, ma il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, ha dichiarato che una particolare attenzione è rivolta a due magistrati, il Procuratore Capo, Marcello Viola, e Piero Grillo, che si occupa delle misure di prevenzione, cioè dei sequestri e delle confische, che stanno minando alla base la solidità del patrimonio mafioso in provincia di Trapani. "E' un momento decisivo - ha affermato il Prefetto Falco - perché sono stati fatti degli interventi forti, sia sui patrimoni che sulle persone. Il riferimento è agli arresti nel clan di Messina Denaro e alle dichiarazioni di Lorenzo Cimarosa, suo cugino, nonché la continua azione nel campo dei sequestri e delle confische. I rapporti della Prefettura con la magistratura e le forze dell'ordine sono continue". Ed il Prefetto Falco non si esime dall'esternare, dopo l'incontro avvenuto a Roma, la preoccupazione che in questo momento si respira per i segnali di allarme e le intimidazioni che in questi giorni sono stati oggetto di attenzione da parte del ministro dell'Interno Alfano e della commissione nazionale antimafia. "La tensione - prosegue il Prefetto di Trapani - è elevatissima. Il prezzo che si paga per questa fortissima accelerazione è l'esposizione a minacce ed episodi inquietanti, Di Matteo in primis. Ma anche Trapani ha diversi magistrati esposti e l'asse Palermo – Trapani è quello in questo momento più caldo". Le minacce di Riina e Messina Denaro hanno sortito l'effetto di intensificare impegno e determinazione nell'espletamento del servizio di questi magistrati con immutato equilibrio e serenità di valutazione. A stringere la "cinghia" attorno a Messina Denaro da ieri si è aggiunto, a rafforzare sicuramente il pool di magistrati che si occupano di criminalità economica, l'ex pm palermitano Marco Verzera, che ha giurato da nuovo sostituto procuratore a Trapani. Il magistrato ha chiesto ed ottenuto il trasferimento alla Procura di Trapani. Alla cerimonia di insediamento del pm Verzera era presente l'intero ufficio della Procura, guidato dal procuratore Marcello Viola, che incassa una importante disponibilità, l'aggiunto Cartosio, i vertici del Tribunale e degli uffici di cancelleria.


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