martedì 21 gennaio 2014

NICOLA CATANIA: "IL BELICE VUOLE RISORGERE IN MANIERA DEFINITIVA"

Completare la ricostruzione, attraverso l'utilizzo dei fondi ancora spettanti, e rilanciare l'economia e le eccellenze del territorio. E' quanto emerso, durante l'ultimo dibattito dal titolo "Nuove strategie per un piano di sviluppo integrato del Belice", promosso a conclusione delle iniziative per la celebrazione del 46° anniversario del sisma nella Valle del Belice e svoltosi a Partanna, presso le ex scuderie del Castello Grifeo. Presenti, all'incontro, il Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il sottosegretario Vicari, i senatori Schifani, Marinello e D'Alì, il vescovo Mogavero, sindaci e rappresentanti istituzionali del comprensorio. A fare gli onori di casa, Nicola Catania, coordinatore dei sindaci del sisma del Belice e sindaco di Partanna che ha fatto il punto, nel suo intervento introduttivo, sullo stato della ricostruzione, a 46 anni dal sisma che distrusse la Valle. Nicola Catania ha voluto ricordare, come "ad oggi, non sia stata ancora istituita la speciale commissione sul Belice, con il compito di affiancare il Governo regionale, nell'attività di programmazione negoziata sui Fondi strutturali 2014-2021", denunciando anche di attendere ancora il trasferimento, nelle tesorerie comunali, di 35 dei 45 milioni, stanziati nelle legge di stabilità del 2013, e ribadendo la necessità di elaborare nuove strategie politiche e normative, mirate a programmi ed azioni finalizzate ad un processo di sviluppo armonico del Belice. "Il problema non è soltanto quello di mettere i soldi. Ma la vera sfida - ha precisato il Ministro Lupi, nel suo intervento - è come vengono consumati. A volte sono stati consumati male ed in qualche occasione non sono stati neanche consumati. Si tratta di una parte importante dell'Italia che va sostenuta con la politica del fare". Diversi i temi affronti, specificamente quelli relativi al sistema dei trasporti in provincia. Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha tenuto a rimarcare come occorra "una maggiore attenzione per il territorio, non guardando alle appartenenze politiche, ma all'interesse generale, attraverso un nuovo piano industriale ed il potenziamento delle infrastrutture". Nel suo intervento il governatore siciliano ha sottolineato l'importanza dei Liberi Consorzi e "come il territorio non sia fatto solo di case, e che è necessario - ha affermato Rosario Crocetta - che i sindaci e le comunità, diventino i protagonisti del territorio, anche attraverso i Liberi Consorzi dei comuni, a cui da tempo, stiamo lavorando". E' stato, infine, il coordinatore dei sindaci della Valle del Belice a riassumere il complesso iter parlamentare, sottolineando come "non siano più utili interventi a pioggia, ma il completamento delle opere di urbanizzazione primaria, cercando di sfatare - ha ribadito Nicola Catania - l'immagine di Amministratori, che chiedono per ottenere saltuariamente, una manciata di soldi, perché adesso il Belice vuole risorgere e in maniera definitiva". Per il Ministro Lupi la tappa di Partanna è stata l'ultima del tour trapanese che sempre nella stessa mattinata di ieri l'ha visto prima a Trapani nell'abitazione privata del compagno di partito e senatore del Nuovo Centrodestra Antonio D'Alì, subito dopo in visita al Complesso San Domenico, ancora in fase di completamento, e poi diretto nella nuova sede del Ncd in via Garibaldi per inaugurarla. Da Trapani Maurizio Lupi non ha mancato di fare alcune dichiarazioni sul tema della legge elettorale. "Renzi oggi farà una proposta che sottoporrà anche a noi. In questi giorni - ha dichiarato il Ministro - abbiamo dialogato con lui e per noi rimane una questione apertissima. Noi siamo nati per cambiare. La nostra decisione di lasciare Forza Italia è stata per il bene della nostra storia e non contro la nostra storia. Il nostro obiettivo è di raggiungere il 10%. I sondaggi ci danno al 7%. La legge elettorale non si può fare senza di noi. Siamo pronti a fare la nostra parte. Però - ha precisato Maurizio Lupi - credo che una legge elettorale che non torni a dare la possibilità di scelta dei propri parlamentari ai cittadini forse sarebbe altro che miglioramento. Sono comunque tutti temi da discutere. Prima del rimpasto e dopo la legge elettorale, dobbiamo attuare sei punti programmatici entro marzo - ha aggiunto - E' evidente che per attuarli ci vuole un rafforzamento dell'azione di governo. Se questo dovrà avvenire, attraverso un rimpasto, lo valuteremo insieme ma solo - ha concluso il Ministro - a condizione che il governo sia messo in grado di fare le cose".

Nessun commento:

Posta un commento