giovedì 30 gennaio 2014

MAFIA. DIA METTE AI FERRI CORTI MESSINA DENARO. ENNESIMO SEQUESTRO AI CONIUGI PANICOLA

Sempre più incalzante la pressione della Dia su Matteo Messina Denaro per privarlo dei mezzi di sussistenza
alla sua latitanza. Questa mattina gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Trapani hanno posto sotto sequestro un terreno del valore di 30 mila euro intestato alla sorella del mafioso latitante, Anna Patrizia Messina Denaro, recentemente arrestata, moglie di Vincenzo Panicola, già detenuto per mafia, considerato un fiancheggiatore del cognato per averne protetto la latitanza. I sigilli sono scattati nel territorio di Castelvetrano, il paese natio del capomafia. Il provvedimento, ordinato oggi dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, è un sequestro per equivalente, a compensazione della somma di trentamila euro depositata in banca e riconducibile a Panicola, di cui i magistrati che si occupano di criminalità economica hanno accertato la distrazione ad opera della moglie. Ai due coniugi, all'alba di sabato scorso, 25 gennaio, gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo e Trapani, su proposta del procuratore aggiunto della Dda di Palermo e del sostituto Paolo Guido, hanno sequestrato beni a Castelvetrano riconducibili al capomafia latitante ed intestati alla sorella del boss, Anna Patrizia, e a suo marito, Vincenzo Panicola. La misura patrimoniale del 25 gennaio, ordinata dal Tribunale di Trapani, nei confronti dei coniugi Panicola, riguarda attività agricole, un fabbricato, automobili, rapporti bancari ed il capitale sociale di alcune ditte, per un valore complessivo di circa un milione di euro.



Tra i beni, la Vieffegi service, la Vieffegi impianti srl, la So.ro.pa. costruzioni arl, nonché il compendio aziendale,che si occupa di attività di colture olivicole, della ditta individuale della sorella del boss, Anna Patrizia, recentemente arrestata dalla Dia per estorsione, nell'ambito dell'operazione "Eden". Il terreno, a cui la Dia di Trapani ha posto i sigilli oggi, anche se intestato alla donna, è stato sequestrato al marito Panicola. Figlio del defunto boss Vito, Vincenzo Panicola è in carcere perché ritenuto responsabile, in concorso con altri, tra cui il cognato Filippo Guttadauro, Leonardo Bonafede e Franco Luppino, di associazione per delinquere di tipo mafioso nonché, quali componenti il mandamento mafioso di Castelvetrano, di avere curato e gestito la latitanza dei membri del mandamento, in particolare del cognato Matteo Messina Denaro, attraverso il continuo scambio di messaggi, prestandosi allo smistamento dei "pizzini" del boss latitante. Panicola, prima della detenzione, era un imprenditore che operava nei settori della manutenzione di impianti di produzione ed installazione, distribuzione ed utilizzo di energia elettrica, delle costruzioni edili e stradali, e di lavori di pulizia. Oltre ad essere accusato di avere curato e gestito la latitanza dei membri del mandamento, in particolare del cognato, Panicola sarebbe, inoltre, il responsabile del controllo delle attività economiche, avendo programmato estorsioni, incendi, approvvigionamento di fondi e reinvestimento di capitali. Quanto avvenuto in questi giorni è un altro duro colpo al patrimonio di Messina Denaro, che era già stato fortemente indebolito nel novembre 2012, quando furono bloccati numerosi beni a Gaspare Como, commerciante di Castelvetrano, cognato del boss latitante, in quanto sposato con Bice, altra sorella di Matteo Messina Denaro. Solo nel 2013, il valore dei beni confiscati alla mafia, dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, unitamente alle dipendenti Sezioni di Trapani ed Agrigento, ammonta ad oltre 2 miliardi e 220 milioni di euro. Tanto il valore della confisca di beni mobili, immobili, aziendali, quote e capitali societari, autoveicoli e imbarcazioni, ai quali si aggiungono, altresì, beni sequestrati per oltre 170 milioni di euro. Diversi i beni riconducibili all'ultimo padrino della Cupola, il super latitante dal 1993, Matteo Messina Denaro, costantemente braccato dalla Dia ed ancora in libertà. 

Nessun commento:

Posta un commento