giovedì 2 gennaio 2014

DONNA TROVATA MORTA A TRAPANI, ATTENDENDO IL 118. INDAGA LA PROCURA

Un presunto caso di malasanità ha mobilitato la procura di Trapani, che sta indagando su una morte
sospetta. Una donna di sessantacinque anni, Rosemarie Lakomski, di origine tedesca, ma residente da anni nel capoluogo trapanese, è stata trovata morta nel pomeriggio di capodanno all'interno della sua abitazione in corso Vittorio Emanuele, nella zona del centro storico di Trapani. I vigili del fuoco l'hanno rinvenuta cadavere nel letto della sua casa dove viveva da sola. Il marito, che era un trapanese, è deceduto un anno fa. Un infarto, ovvero un ictus, ha stroncato la vita della vedova sessantacinquenne. A chiedere l'intervento dei pompieri sono stati i familiari. Di mattina avevano provato a chiamare l'anziana al telefono, tuttavia senza ricevere alcuna risposta. Preoccupati che fosse accaduto qualcosa di irreparabile hanno dato l'allarme al 115. Da alcuni giorni la vedova stava poco bene. Il giorno di San Silvestro, intorno alle 11.00, la nipote Francesca aveva chiesto l'intervento del 118, su consiglio del medico di famiglia che aveva visitato la paziente a casa. La donna presentava un dito del piede in necrosi ed il medico curante, Vincenzo Somma, ne aveva consigliato il ricovero in ospedale, ma l'ambulanza non è mai arrivata. Nel corso della notte l'anziana è deceduta. I familiari hanno avvertito la polizia, raccontando quanto accaduto. "L'ambulanza, però, - ha denunciato Francesca alla polizia - non è intervenuta. Noi non potevano provvedere ad accompagnarla al pronto soccorso, perché non avevamo la disponibilità di un mezzo". Dalla centrale operativa di Palermo hanno declinato ogni responsabilità. La telefonata giunta al 118, infatti, era da "codice bianco", che indica i casi non urgenti. Sulla vicenda, ieri mattina, è intervenuto il direttore della centrale del 118 del bacino di Palermo e Trapani, Gaetano Marchese. "Dai dati delle telefonata giunta alla nostra centrale operativa, dove si parla di un dito del piede in necrosi, emerge - ha dichiarato Marchese - che si trattava di un codice bianco. Non era, pertanto, una situazione di emergenza ma una situazione di intervento differibile o programmabile. La persona che telefona chiede l'intervento di una nostra ambulanza per trasportare l'anziana in ospedale perché i familiari non avevano la disponibilità di un mezzo proprio. Noi - ha concluso il direttore della centrale del 118 - abbiamo dato spazio alle emergenze e alle urgenze, la richiesta, che non era da codice rosso o giallo, non è stata evasa anche perché nessuno ha più richiamato". Così la vittima sarebbe stata "accodata", cioè messa in attesa, per fronteggiare prima le emergenze. Di fatto, l'ambulanza, come accertato dalla polizia, in corso Vittorio Emanuele non è mai intervenuta. Che non era un caso da "codice rosso" lo ha confermato lo stesso medico curante, ascoltato, ieri mattina, dagli agenti della Squadra volante. Gli investigatori, dopo avere sentito i familiari della vittima ed alcune persone informate sui fatti, hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Trapani per accertarne eventuali responsabilità penali. Sarà adesso l'Autorità Giudiziaria a valutare se esistono estremi di reato. I parenti della donna, che in un primo momento avevano manifestato l'intenzione di presentare un esposto-denuncia alla magistratura, alla fine, hanno deciso di non procedere.

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