venerdì 10 gennaio 2014

CONFISCATE DUE IMPRESE EDILI AL GIBELLINESE VITO TARANTOLO

Sono state confiscate, su disposizione del Tribunale di Trapani, due aziende del settore edile, la "Smg Costruzioni srl" e "Il melograno srl", riconducibili a Vito Tarantolo, imprenditore trapanese di sessantasette anni, residente ad Erice ma nativo di Gibellina, vicino al super latitante Messina Denaro, già destinatario nel mese di settembre del 2012 di un provvedimento di sequestro di beni per un valore di venticinque milioni di euro. Tra i beni bloccati 82 beni immobili, 33 tra macchine di lusso e furgoni, 37 conti correnti e le due società. Esattamente un anno dopo, a Tarantolo viene posto un nuovo sequestro per dieci milioni di euro di beni. I sigilli sono stati apposti alle società "Elimi costruzioni" e la "Tarantolo Vito srl", oltre a conti correnti bancari e rapporti bancari di ogni genere, quote societarie ed altro. Ieri mattina è stata eseguita l'operazione di confisca per un valore complessivo di circa tre milioni di euro dal personale della Polizia della Divisione Anticrimine della Questura e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani. Il provvedimento, emesso il 4 dicembre scorso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, ha riguardato l'intero compendio aziendale delle società Smg Costruzioni s.r.l ed Il Melograno s.r.l., entrambe con sede a Trapani. La stessa Sezione del Tribunale aveva già disposto, su richiesta del questore, la sospensione dell'amministrazione ed il sequestro di quote del capitale sociale. Vito Tarantolo, per i magistrati della Procura antimafia di Palermo, è un imprenditore in contatto con i diversi capisaldi dell'organizzazione mafiosa trapanese e palermitana, da Francesco Pace, capo mafia trapanese succeduto a Virga, a Matteo Messina Denaro sino ai Lo Piccolo. Di lui hanno parlato diversi collaboratori di giustizia, tra questi Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Riina, Tullio Cannella, Vincenzo Sinacori, braccio destro di Messina Denaro, e Francesco Milazzo. Pentiti che sono risultati perfettamente a conoscenza del controllo di Tarantolo su diverse società imprenditoriali. Le indagini hanno permesso di accertare il rapporto che lega le due società confiscate ieri. In particolare, gli investigatori ritengono la Smg Costruzioni srl l'impresa, che sotto altra denominazione sociale, ha continuato le iniziative speculative edilizie de Il melograno srl. Nel 2007, in occasione della cattura dei capimafia palermitani Salvatore e Sandro Lo Piccolo, furono trovati dei "pizzini" scritti da Matteo Messina Denaro in cui si faceva riferimento a Tarantolo. Era lui, secondo la ricostruzione investigativa, l'uomo scelto per aggiudicarsi la costruzione della rete di recinzione dell'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. Vito Tarantolo era stato arrestato nel 1998 quando le intercettazioni ambientali negli uffici di alcuni professionisti svelarono le collusioni fra imprenditori, mafiosi e politici. Tarantolo L'imprenditore patteggiò una condanna a un anno e sei mesi per favoreggiamento. Nonostante la pena non avrebbe cambiato frequentazioni e abitudini tanto da essere bollato come socialmente pericoloso. La confisca di ieri rappresenta la naturale prosecuzione delle operazioni eseguite il 27 settembre 2012 ed il 23 settembre 2013.

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