domenica 19 gennaio 2014

CASO "MILITARI DALLA MANO PESANTE". PER IL TRIBUNALE: "MINISTERO DIFESA RESPONSABILE CIVILE"

Il ministero della Difesa è stato dichiarato ''responsabile civile'' dal Tribunale di Marsala nel processo che
vede imputati sette carabinieri per le violenze che sarebbero state commesse, nel 2011, nella caserma di Pantelleria, su persone fermate per controlli di rito. Il presidente, Sergio Gullotta, ha accolto la richiesta avanzata in tal senso da uno dei legali delle "parti lese". Alla sbarra sono il capitano Dario Solito, ex comandante della Compagnia di Marsala, accusato di omessa denuncia, i marescialli Giuseppe Liccardi, che all'epoca dei fatti era comandante della stazione di Pantelleria, anche lui accusato di omessa denuncia, e Claudio Milito, nonché Luca Salerno, Lorenzo Bellanova, Rocco De Santis e Stefano Ferrante. Inizialmente, nell'ottobre 2012,  il rinvio a giudizio era stato chiesto per quattordici carabinieri coinvolti nel presunto pestaggio di un uomo fermato per guida in stato di ebbrezza. Il procedimento richiesto dalla Procura della Repubblica di Marsala era scaturito da una denuncia presentata da Vito Sammartano, un cuoco di 43 anni di Marsala. L'uomo, fermato il 10 luglio del 2011, a Pantelleria, dopo essere risultato positivo all'alcol test, ha denunciato di essere stato picchiato in caserma dai carabinieri. L'indagine è partita proprio dalla denuncia del marsalese che d'estate si trasferisce a Pantelleria per motivi di lavoro. "Sono stato fermato ad un posto di blocco – ha raccontato Sammartano – e condotto in caserma verso le 4 del mattino e dopo l'alcoltest, a cui, seppur di poco, sono risultato positivo, sono stato massacrato di botte". Tra i quattordici militari dell'Arma, per i quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di lesioni personali, sequestro di persona, omissione di atti d'ufficio, favoreggiamento e falso in verbalizzazioni, la Procura aveva chiesto anche il rinvio a giudizio del capitano Dario Solito, l'ex comandante della compagnia di Marsala, da cui dipendeva la stazione di Pantelleria, chiamato a rispondere soltanto di omessa denuncia. Per Claudio Milito, Luca Salerno, Lorenzo Bellanova, Rocco De Santis, Stefano Ferrante e Cristian Petraglia, ritenuti gli autori delle violenze, a conclusione dell'indagine, era già stato chiesto dalla Procura l’arresto, ma il gip aveva disposto il divieto di dimora a Pantelleria. Agli altri sette militari, Salvatore Carbone, Giovanni Capuano, Giuseppe De Gennaro, Antonio Belzaino, Giuseppe De Rosa, Francesco Castellana e Giuseppe Liccardi, quest'ultimo comandante di stazione all'epoca del presunto pestaggio, si contestava di non aver denunciato i fatti. Poi, sei di loro, sono stati assolti dal giudice per le udienze preliminari, Vito Marcello Saladino, che invece mandò sotto processo gli attuali imputati. Nel corso dell'inchiesta, condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza della Procura di Marsala, diretta da Alberto Di Pisa, sono emersi altri episodi simili. Ad oggi le "parti lese" sono una decina. Il processo è stato rinviato al 24 marzo, quando saranno ascoltate le presunte vittime delle violenze.

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