venerdì 10 gennaio 2014

BRIGADIERE CONDANNATO PER PECULATO MILITARE. APPARTENEVA AL GRUPPO DEI 13 FINANZIERI ACCUSATI DEL RICICLAGGIO DEI REPERTI SEQUESTRATI

Guglielmo Montalto, brigadiere della Guardia di Finanza in pensione, è stato condannato, dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Trapani, Antonio Cavasino, ad un anno di reclusione, con la concessione della sospensione, per peculato militare e falso. Montalto era accusato, in concorso con alcuni colleghi separatamente giudicati, di avere distratto rilevanti quantità di merce sequestrata a venditori ambulanti abusivi. I fatti contestati risalgono al 2007 ed il 2008, quando il finanziere era ancora in servizio. Il procedimento era scaturito dall'indagine, di cui era titolare il pm Andrea Tarondo, che ha portato a giudizio tredici finanzieri in servizio a Trapani, giudicati separatamente, e che da subito aveva portato all'arresto nel 2008 ed alla successiva condanna del maresciallo Ernesto Fiorito, comandante del Nucleo mobile della Guardia di Finanza di Trapani, accusato di riciclaggio, peculato militare, corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio, preferendo la strada della collaborazione. Nel luglio del 2012 la Procura di Trapani aveva sintetizzato in una ventina di pagine l'avviso di conclusione dell'inchiesta, preludio di una richiesta di rinvio a giudizio. Destinatari erano stati sottufficiali delle Fiamme Gialle, Guglielmo Montalto, Giuseppe Guidoni, Giuseppe Di Noto, Mario Malizia, per reati di appropriazione ed altri commessi tra il 2007 e il 2008, abbigliamento, cd, dvd, usciti dal magazzino dei reperti sequestrati e non più rientrati, perché rivenduti, ed ancora Salvatore Scaturro e l'ex comandante della Compagnia, il capitano Dario Smecca. Infatti, sarebbe anche accaduto che quando l'inchiesta divenne nota, l'allora comandante della Compagnia, il capitano Dario Smecca, si sarebbe adoperato per ricostituire il magazzino dei reperti e il relativo registro, ma compiendo errori così grossolani da essere scoperto e per questo finito anche lui sotto indagine e successivamente condannato ad un anno di reclusione, ma ha beneficiato, insieme a Malizia e Napoli, della sospensione condizionale della pena. Nell'aprile scorso lo stesso giudice Antonio Cavasino aveva condannato altri quattro colleghi del Montalto, tra finanzieri ed ex finanzieri. Ad un anno di reclusione l'ex comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Trapani, il capitano Dario Smecca, accusato di avere coperto le malefatte dei suoi collaboratori, ed i finanzieri Andrea Casamento e Mario Malizia, rispettivamente ad undici mesi e venti giorni ed ad un anno di reclusione, accusati di essersi appropriati di merce sequestrata ad ambulanti abusivi e di avere chiuso un occhio, in cambio di una mazzetta, in occasione di alcuni controlli. Inoltre, condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per corruzione anche un maresciallo in pensione, Carlo Napoli, che dismessa la divisa si era occupato di sale da gioco. A chiudere anche i conti con la giustizia il maresciallo Salvatore Scaturro, condannato a cinque anni per concussione, peculato e truffa, giudicato per avere distratto rilevanti quantità di merce sottoposta a sequestro. E' stata un'indagine che, clamorosamente, ha visto seduti sul banco degli imputati coloro i quali dovrebbero combattere la delinquenza, "grave – aveva affermato il pm Andrea Tarondo, titolare dell'indagine, durante la requisitoria nel processo contro il maresciallo Scaturro – che in un territorio come quello di Trapani, dove è alto il rischio delle estorsioni, dove la società ogni giorno fa i conti con soprusi e malcostumi, angherie e azioni criminose di diverso genere, è grave che chi dovrebbe garantire l'ordine, la sicurezza e la legalità si metta a delinquere, anche mettendosi a vendere merce sequestrata, come cinture e quant'altro, ma non facevano solo questo". Nella sentenza di ieri, il giudice Cavasino ha disposto per Montalto anche la rimozione dal grado di brigadiere della Guardia di Finanza.

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