lunedì 2 dicembre 2013

TROVATO SULL'ARENILE IL CRISTO REDENTORE COLLOCATO NEL 2009 SUL FONDALE DI TRAPANI

Una scultura monumentale alta 187 cm, raffigurante l'immagine del Cristo Redentore, collocata sotto il mare
di Trapani, a protezione dei marittimi e in memoria di chi ha perso la vita nelle acque trapanesi, è stata ritrovata in questi giorni in condizioni precarie sull'arenile. 
Sono trascorsi oltre quattro anni da quella domenica del 26 luglio 2009, quando, su iniziativa della Lega Navale di Trapani, era stata posta in fondo allo specchio di mare compreso tra Torre di Ligny e Villino Nasi, dopo la cerimonia religiosa celebrata da padre Ninni Treppiedi, il sacerdote trapanese sospeso a divinis dalla Santa Sede, protagonista dello scandalo che ha scosso la Curia vescovile di Trapani con due indagini avviate dalla Procura trapanese per ammanchi milionari. La statua, realizzata in polvere di marmo e resina, era stata collocata su un fondale non eccessivo, poco più di dieci metri, all'interno di un'insenatura naturale, una sorta di grande anfiteatro, con un fondale di roccia e sabbia. Un sito facile da raggiungere, in modo tale da consentire agli appassionati di immersione di potersi immergere ed ammirare la scultura direttamente nel suggestivo fondo del mare trapanese. Il tratto di mare in cui era collocata la statua era stato interdetto alla pesca ed era stata apposta una boa che, oltre a segnalarne il punto, serviva per ormeggiare motoscafi e gommoni. 
Non è ancora nota la dinamica dello spiaggiamento. Si ipotizza che possa essere rimasta impigliata tra le reti di un peschereccio e che dopo essere stata strappata dalla base in cemento, dove era stata fissata, sia arrivata sull'arenile sospinta dalle forti mareggiate di questi giorni. Al momento sono soltanto ipotesi. Recuperata dai custodi del Villino Nasi, la statua del Cristo, visivamente ricoperta dalle alghe, presenta un danno strutturale alla mano sinistra, che è stata tranciata ma non è stata ritrovata assieme all'immagine sacra. Temporaneamente un cittadino trapanese, il signor Ignazio Marino, ha provveduto spontaneamente ad una prima opera di pulizia e cura. A breve la statua dovrebbe essere portata nei locali della Lega Navale di Trapani per essere accuratamente ripulita e restaurata. Poi potrà ritornare nel suggestivo scenario e scandire nuove emozioni durante le operazioni di calo in mare della statua. Quattro anni fa le operazioni hanno visto la partecipazione del corpo dei Carabinieri, il cui comandante, colonnello Barbano, aveva preso parte fattivamente indossando la muta da sub ed immergendosi assieme ai ragazzi del Diving Cente della Lega Navale guidati da Salvatore Coppola.

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