sabato 14 dicembre 2013

SI IMPICCA GIOVANE 21 ENNE NEL CATANESE, LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA.

Un giovane di 21 anni si è tolto la vita impiccandosi nell’appartamento del Cara di Mineo, in provincia di Catania, dove si trovava ospite. Il corpo è stato trovato con una corda al collo nella palazzina del centro per richiedenti asilo del Catanese. L'eritreo era sbarcato in Sicilia lo scorso 5 maggio con uno dei tanti barconi che ogni giorno attraversano il Canale di Sicilia per cercare una nuova prospettiva per la propria vita. La procura di Caltagirone ha aperto un’inchiesta per accertare se si sia trattato del gesto disperato di un giovane in preda allo sconforto, oppure se vi siano altre cause. “Speravamo che non saremmo dovuti mai intervenire su un episodio del genere, eppure Sinistra Ecologia Libertà attraverso interrogazioni, iniziative ha più volte denunciato quanto ai limiti del rispetto della dignità dell’uomo verta la struttura del Cara”, si legge nella nota del coordinatore provinciale di Sel Catania, Francesco Alparone. Non è la prima volta che nel Cara dove hanno trovato posto 4 mila immigrati in attesa dello status di rifugiato politico avvengano casi di suicidio. “Ora non è il momento delle polemiche – afferma il coordinamento regionale di Sinistra ecologia e libertà - ma è chiaro che non possiamo non dirci coinvolti nell’ennesimo dramma dovuto al colossale fallimento del nostro modello di accoglienza. Pretendiamo adeguata inchiesta sui fatti ribadendo la nostra convinzione che il Cara di Mineo vada chiuso al più presto”. Intanto, proprio oggi, i carabinieri di Mineo hanno arrestato un somalo di 18 anni ospite del Cara per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. L’africano è stato fermato dopo che, vicino al Centro per richiedenti asilo, aveva bloccato il traffico automobilistico mettendo sulla carreggiata pali della segnaletica stradale da lui stesso divelti. All’arrivo dei carabinieri il somalo ha lanciato contro di loro alcune bottiglie di vetro, senza colpirli ed è stato immobilizzato dopo una breve colluttazione per essere quindi sottoposto agli arresti domiciliari nello stesso Cara in attesa di giudizio. “Sel – conclude Alparone – ribadisce la necessità di virare verso un’altra direzione diametralmente opposta all’attuale gestione del fenomeno migratorio oramai non più emergenziale ma strutturato e che necessita di risposte immediate”.

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