giovedì 12 dicembre 2013

SENTENZA CORTE UE: "LICENZA MATRIMONIALE, STESSI DIRITTI DEI COLLEGHI SPOSATI ANCHE NEI PAESI EUROPEI IN CUI NON E' CONSENTITO IL MATRIMONIO DELLE COPPIE OMOSESSUALI"

Quando in uno Stato dell'Ue il matrimonio è precluso alle coppie omosessuali, se un lavoratore conclude un Pacs (Pacte civil de solidarité, l'unione di fatto) con un partner dello stesso sesso devono essergli riconosciuti i medesimi benefici accordati ai suoi colleghi sposati. Lo ha stabilito oggi la Corte di giustizia dell'Unione europea con la sentenza su un caso avvenuto in Francia, paese in cui all'epoca dei fatti esistevano solo le unioni di fatto ma non ancora il matrimonio omosessuale, diventato possibile per legge nel maggio del 2013. Secondo i giudici europei, spiega un comunicato sulla sentenza, negare pari benefici costituisce in questi casi una discriminazione diretta fondata sull'orientamento sessuale, contraria al diritto dell'Unione. Il caso è nato dal ricorso alla giustizia francese di un dipendente del Crédit agricole mutuel: il contratto collettivo della banca in questione accorda ai lavoratori che contraggono matrimonio il beneficio di alcuni giorni di congedo straordinario e di un premio di stipendio. Al dipendente, che aveva concluso un Pacs con un partner dello stesso sesso, questi benefici erano però stati negati con l'argomento che, ai sensi del contratto collettivo, essi spettano solo in caso di matrimonio.

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