martedì 10 dicembre 2013

SCANDALO RIFIUTI NEL TRAPANESE. INDAGATI NINO PAPANIA, GREGORY BONGIORNO ED ALTRI SEI PER REATI AMBIENTALI

Papania, Alestra e Colimberti, in concorso fra loro, sono pure accusati di corruzione, concussione e omissione in atti d'ufficio
L'ex parlamentare Nino Papania è indagato per corruzione, concussione ed omissione in atti d'ufficio, nell'ambito di un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo riguardante lo smaltimento di
rifiuti in diversi Comuni del trapanese. Secondo gli inquirenti, l'esponente alcamese del Partito Democratico avrebbe ottenuto posti di lavoro presso la Aimeri Ambiente,società operante nel settore dello smaltimento de rifiuti, in cambio dei mancati controlli sulla gestione dello smaltimento dei rifiuti nei comuni della provincia di Trapani. Oltre al senatore Papania sono coinvolti nell'indagine, a vario titolo, il presidente di Confindustria Trapani Gregory Bongiorno, amministratore della Agesp, azienda sub appaltatrice per conto della Aimeri Ambiente nell'ambito dell'Ato Tp1 "Terra dei Fenici", Orazio Colimberti, direttore Area Sud della società Aimeri Ambiente, Salvatore Reina, capo dell'impianto di Trapani gestito dalla stessa società, Michele, Pietro e Caterina Foderà, titolari della Sicilfert di Marsala, e Salvatore Alestra, direttore generale prima e liquidatore poi della società Terra dei Fenici. Tutti rispondono di omissione di controllo e violazione delle norme in materia ambientale e hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini. Si tratta di due filoni d'indagine, uno per corruzione e l'altro per reati ambientali. Quella che riguarda il presidente Bongiorno è circoscritta ad una ipotesi di reato ambientale che fa riferimento alle procedure di compostaggio dei rifiuti. Secondo l'accusa, non sarebbero stati smaltiti a dovere i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in dodici comuni del Trapanese. I comuni interessati sono Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Pantelleria, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice. I rifiuti, differenziati dai cittadini, sarebbero stati ammassati nel centro di compostaggio gestito dalla Sicilfert a Marsala. La posizione più delicata è quella di Papania, Alestra e Colimberti che, in concorso fra loro, sono pure accusati di corruzione, concussione e omissione in atti d'ufficio per non avere vigilato sul corretto smaltimento dei rifiuti fra il 2010 e il 2012. In cambio dei mancati controlli avrebbero chiesto ed ottenuto posti di lavoro. La posizione di Papania è stata stralciata. Il procuratore aggiunto Maria Teresa Principato e i sostituti Maurizio Agnello e Carlo Marzella hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di inoltrare al Senato la richiesta di utilizzare le intercettazioni delle conversazioni di Papania. I carabinieri del Nucleo tutela ambiente che ascoltavano le conversazioni di Alestra e Colimberti si sono imbattuti in 13 conversazioni e 69 sms dell'ex senatore. Nel maggio 2013 nel corso di una perquisizione negli uffici della Aimeri sono stati sequestrati dei documenti da cui emergerebbero le indicazioni delle persone che Papania avrebbe chiesto di assumere a Colimberti. Secondo l'accusa, il parlamentare avrebbe ottenuto l'assunzione di numerose persone "a lui gradite e da lui segnalate", tra cui "Santina Calvaruso, Elisa Cucchiara, Giovanni Crimi, Giuseppe Cristina Ciaramella, tale Oddo, Giuseppe Barresi, Giacomo Renda, Antonino Di Maria". Papania, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto pesare il suo ruolo di parlamentare per intervenire, dietro richiesta di Colimberti, sul direttore dell'Ato Alestra e far sì che quest'ultimo smorzasse i controlli sul lavoro della Aimeri. Papania si dichiara "sorpreso per la notizia. Non mi è stato comunicato di essere indagato. Sapevo che un avviso di garanzia era stato notificato ad altri, ma non a me. Mi riservo di replicare quando conoscerò gli atti". Non sono, però, gli unici guai giudiziari per Papania. L'ex parlamentare è indagato dalla Procura di Trapani per un presunto caso di voto di scambio in occasione delle ultime elezioni amministrative ad Alcamo. L'indagine sul voto di scambio è scaturita da quella in cui l'ex parlamentare è stato oggetto di attentati da parte di soggetti impiegati nella campagna elettorale che avrebbero preteso garanzie per essere assunti proprio presso l'Aimeri.

Nessun commento:

Posta un commento