martedì 31 dicembre 2013

MAFIA, OPERAZIONE EDEN. TORNA LIBERA L'INTERA FAMIGLIA FILARDO

Il Tribunale del Riesame di Palermo, su disposizione del presidente Giacomo Montalbano, ha deciso la
scarcerazione della famiglia di Castelvetrano finita in cella nell'ambito del blitz che all'alba del 13 dicembre ha fatto scattare le manette a numerosi presunti fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro. I coniugi, Giovanni Filardo, accusato di fittizia intestazione di beni ai familiari, con l'aggravante di aver favorito la mafia, e Francesca Maria Barresi, con le figlie Valentina e Floriana, da ieri sono tornati in libertà. Un'intera famiglia, che secondo gli investigatori, potrebbe essere stata al servizio del super latitante castelvetranese. Annullato, quindi, il provvedimento di custodia cautelare che era stato emesso nell'ambito dell'operazione "Eden", che ha portato in carcere anche la sorella del boss di Castelvetrano, Anna Patrizia Messina Denaro. La famiglia castelvetranese è difesa dagli avvocati Nino Caleca, Roberto Mangano e Vito Signorello, che giorni fa aveva presentato una lunga memoria difensiva, con l'obiettivo di ottenere la revoca del provvedimento. Maggiori dettagli sulla decisione dei giudici del Tribunale del Riesame si avranno quando il provvedimento sarà consultabile presso la cancelleria del Tribunale di Palermo. Un'altra ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione Eden che è stata annullata dal tribunale della Libertà. Si tratta dell'imprenditore palermitano Rosario Pinto, accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e simulazione, che è stato scarcerato nel pomeriggio di martedì. Lo ha reso noto il suo legale, l'avvocato Ermanno Zancla. Scarcerati dal Riesame anche altri due dei 28 arrestati nell'operazione del giorno di Santa Lucia. Sono stati concessi gli arresti domiciliari al meccanico di Campobello di Mazara, il 42 enne, Giovanni Faraone, e all'ingegnere Giuseppe Marino, figlio di un magistrato, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Su Marino pende l'accusa di corruzione, non aggravata, per la vicenda legata alla gestione di alcuni appalti per lavori nel carcere palermitano l'Ucciardone.

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