martedì 3 dicembre 2013

MAFIA. 160 MLN DI EURO E' IL VALORE DEI BENI CONFISCA A PIPITONE ED ALTADONNA

Un ingente patrimonio distribuito tra le province di Trapani e Palermo, costituito da diverse imprese e relativi
complessi aziendali, quote societarie, fabbricati, terreni, autoveicoli e disponibilità finanziarie, per un valore di centosessanta milioni di euro, è stato confiscato dalla Guardia di Finanza di Palermo, ad un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini e ad un imprenditore ritenuto contiguo alla cosca. Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, in esito alle investigazioni economico – patrimoniali svolte, sotto la direzione della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, dal Gruppo d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata, che con il sequestro del 2 maggio scorso hanno permesso di rilevare un cospicuo patrimonio, probabilmente frutto di attività illecite. Esattamente il valore complessivo della confisca è di € 159.984.622,00. 
Interessati i beni di Vincenzo Pipitone, 57 anni, originario di Torretta, condannato nel 2007 per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione, quale appartenente alla famiglia mafiosa di Carini, che oltre ad aver curato gli interessi della "famiglia" attraverso una serie di condotte illecite, tra cui il controllo dei lavori pubblici e l'imposizione del pizzo, si è avvalso, nel corso degli anni, di numerosi prestanome, ai quali ha fittiziamente intestato il proprio patrimonio accumulato grazie alla sua militanza nell'organizzazione mafiosa. A lui, lo scorso maggio, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo stimabile in € 2.068.355,00. Tra i beni confiscati figurano anche due lussuose ville a Carini, di cui una del valore di circa un milione di euro in c.da Piraineto, con 13 vani, formalmente di proprietà di un prestanome, fittiziamente intestata ai suoi familiari, Saverio e Daniela Privitera. 
L'altro destinatario del provvedimento di confisca è l'imprenditore Lorenzo Altadonna, 51 anni originario di Carini, considerato contiguo alla stessa famiglia mafiosa, attualmente sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale. Arrestato nel gennaio 2007 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato per questo reato nel 2009, nel tempo ha acquistato numerosi immobili, fabbricati e terreni ubicati nelle province di Trapani e Palermo, in misura sproporzionata rispetto alle sue fonti di reddito ufficiali e dichiarate e quindi considerati, dagli inquirenti, il reimpiego di proventi di origine illecita, poi investiti in numerose iniziative imprenditoriali ed immobiliari, anche con la finalità di rendere difficile la ricostruzione della loro provenienza. All'imprenditore sono stati confiscati terreni ed immobili, tra ville di pregio, appartamenti, magazzini e box, ubicati nel trapanese, a Campobello di Mazara e Valderice, e nel territorio palermitano, tra Carini e Terrasini. Tra i beni interessati dal provvedimento di confisca di primo grado sono comprese anche quattro società e relativi complessi aziendali, quote societarie, tre ditte individuali, operanti nel settore edile, nel commercio di elettrodomestici e nell'abbigliamento all'ingrosso e al dettaglio con sede a Palermo e Carini, tre opifici commerciali, sei autoveicoli, tra cui una Jaguar, 29 fabbricati e 43 terreni, nonché diverse disponibilità finanziarie, fra cui rapporti bancari e polizze vita.

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