domenica 15 dicembre 2013

JACK RUSSEL SEVIZIATO E BRUCIATO VIVO. CACCIA ALL'UOMO DI TANTO ORRORE, SULLA SUA TESTA UNA TAGLIA DI 500 EURO

Legato, bastonato, torturato e bruciato vivo. Come se non bastasse gli hanno spezzato le zampe e lo hanno colpito ripetutamente sul muso, una volta legato con una grossa catena ad un palo lo hanno dato alle fiamme. 
In bocca, qualcosa per non farlo abbaiare. Una scena da film horror. È questo il quadro che fuoriesce dopo il ritrovamento del corpo carbonizzato di un Jack Russel (anche se potrebbe trattarsi di un molossoide), trovato nella zona di Forte Antenne, a ridosso di Villa Ada. Ci sarebbe già un sospettato, un pregiudicato di 47 anni con precedenti di traffico di armi e droga. Gli agenti del commissariato Villa Glori lo hanno già identificato. Ad indicarlo due ragazzi che mercoledì portavano a spasso i loro cani e hanno notato un’Audi fermarsi nella zona. «Un signore è sceso velocemente con un cane e poi abbiamo visto il fuoco salire dall’area verde», hanno raccontato ai poliziotti. L’animale ora è all’Istituto zooprofilattico. L’autopsia potrebbe rivelare ulteriori dettagli: potrebbe esserci un microchip con i dati anagrafici. Dietro questo gesto ci potrebbe essere l’ombra dei combattimenti clandestini o una vendetta personale. Loredana Pronio, presidente della FederFida che nei mesi scorsi ha denunciato sevizie e morti sospette nel canile Parrelli (oggi sotto sequestro), sottolinea: «Chi compie un gesto così brutale su un animale lo può compiere sulle persone, il passo è breve. L’espressione di terrore sul volto di quella bestiola non riesco a cancellarla dalla mente». «Nel 2011 - continua la Pronio - abbiamo portato una serie di testimonianze in Parlamento sulle torture subite dagli animali per attenzionare la politica. La criminalità spesso utilizza gli animali e non si può far finta di nulla. I cani di piccola taglia troppo spesso sono utilizzati per allenare quelli da combattimento, glieli danno in pasto». E aggiunge: «La follia non deve essere giustificata è importante parlare di crudeltà e cattiveria. Il primo scopo della nostra associazione è la cultura della denuncia, non si può far finta di nulla. Aiutiamo i volontari e le associazioni ad utilizzare le leggi». «Villa Ada non è nuova a scenari da orrore nei confronti degli animali - dicono dall’associazione animalista Earth - Non possiamo tollerare un fatto del genere - aggiungono - offriamo 500 euro».
di Elena Panarella per www.leggo.it

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