giovedì 12 dicembre 2013

IL DRAMMA DELLA CRISI. UN SUICIDIO NEL TRAPANESE E DUE TENTATI SUICIDI NELL'AGRIGENTINO

Un giovane disoccupato impiccato e due tentativi di suicidio è il bilancio registrato ieri nella Valle del Belice, tra il trapanese e l'agrigentino, per problemi economici. Mazara del Vallo dopo quasi un mese si è svegliata piangendo l'ennesimo suicidio dettato dalla disperazione di un'esistenza ormai insostenibile. Un altro concittadino, un giovane trentenne disoccupato, si è tolto la vita impiccandosi sul lungomare della cittadina marinara. La tragedia si è consumata nel tratto del lungomare San Vito compreso fra il lido Kikis e la vecchia rotonda sul mare. Il cadavere del giovane impiccato è stato rinvenuto a seguito di una segnalazione al 118 e al locale Commissariato di Pubblica Sicurezza scattata intorno alla mezzanotte. Arrivati sul posto le forze dell'ordine hanno trovato davanti ai loro occhi una scena a dir poco raccapricciante. Il corpo penzolante del giovane è stato trovato sull'arenile, al di là del muretto. Il disoccupato ha stretto una corda intorno al paletto di sostegno di un cestino porta rifiuti, a poca distanza dal muretto che si affaccia sul mare, e poi legandosela al collo si è lanciato al di là di quel muro. Impossibili i soccorsi, vista la reattività e la prontezza del giovane nel togliersi la vita. Dell'estremo ed eclatante gesto la vittima non ha lasciato alcun messaggio, ma nonostante siano sconosciute le motivazioni, alla luce delle prime indagini, da parte degli inquirenti, è emerso che la famiglia versa in precarie condizioni economiche. Il giovane era disoccupato e viveva insieme ai genitori ormai in pensione, il padre era un artigiano. Sempre nella stessa giornata, sulla statale 115, su due diversi viadotti, due agrigentini hanno tentato il suicidio, alla base dell'insano gesto ancora la crisi economica. I carabinieri di Castelvetrano sono riusciti ad evitare che un giovane di Santa Margherita Belice si lanciasse nel vuoto dal viadotto "Belice". L'allarme è stato dato da alcuni automobilisti, che oltre i militari della vicina Castelvetrano hanno avvertito anche il commissariato di Polizia di Sciacca. Gli agenti, giunti sul posto, hanno trovato i carabinieri che fortunatamente erano già riusciti a dissuadere il giovane margheritese, evitando di commettere l'insano gesto. Mentre il giovane mazarese riusciva nell'intento di porre fine alla sua esistenza, contemporaneamente, sempre lungo la statale 115, nei pressi del bivio per Siculiana Marina, un trentaquattrenne, schiacciato dai debiti e disperato per la pessima situazione economica del suo ristorante, ha tentato di gettarsi dal viadotto "Canne". Il ristoratore agrigentino è stato salvato in tempo dall'equipaggio di una pattuglia della Polizia Stradale di Agrigento. Gli agenti hanno avvistato una vettura ferma sul margine destro della statale, direzione Agrigento, nel punto in cui il viadotto è alto almeno trenta metri, con fari accesi e portiere aperte. Davanti all'auto hanno notato la presenza di un uomo, che stava tentando di lanciarsi nel vuoto ed era già all'esterno del guardrail trattenuto dalla moglie trentenne, che gridando chiedeva aiuto. I due poliziotti, prontamente intervenendo, sono riusciti ad avvicinarsi alla coppia e a convincere l'imprenditore a cambiare idea, riportando all'interno della sede stradale e in sicurezza, l'aspirante suicida.

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