domenica 8 dicembre 2013

GIALLO A MAZARA. PITTORE TROVATO CARBONIZZATO, SI ATTENDE DNA PER CONFERMA IDENTITÀ

E' stato trovato morto carbonizzato il "Ligabue" di Mazara del Vallo. Il pittore Salvino Catania, 68 anni, era
molto conosciuto a Mazara del Vallo, dove viveva in condizioni di estrema precarietà, in una casa diroccata e senza servizi. La scoperta è avvenuta ieri mattina quando i vigili del fuoco sono entrati nell'abitazione dell'artista. A lanciare l'allarme sono stati i commercianti della zona che hanno sentito un odore forte di bruciato che proveniva dalla malandata palazzina, in via Roma, di proprietà della famiglia dell'artista. Un edificio in condizioni disastrate, senza acqua, luce, con il pavimento pericolante e immondizia ovunque, giornali e cartacce. Una vita travagliata e difficile, spesa in nome dell’arte, e poi il ritrovamento del corpo carbonizzato, forse, probabilmente per un incidente. Il corpo è stato avvolto dalle fiamme e trovato completamente carbonizzato. Dopo l'allarme sono intervenuti polizia e carabinieri e anche gli agenti della scientifica per i quali non è stato possibile procedere ad un'immediata identificazione. Gli agenti del commissariato, che seguono le indagini, al momento non confermano che si possa trattare del noto pittore. Per essere certi, il cadavere nei prossimi giorni sarà sottoposto ad autopsia e sarà effettuato anche un esame del Dna. Si esclude il suicidio, in quanto tutto fa pensare ad un tragico incidente. Attorno al cadavere sono stati trovati degrado, qualche candela e numerose cicche di sigarette. 
Salvino Catania era affetto da psicosi, non avrebbe comunque tentato il suicidio. Viveva in condizioni estreme, in una casa illuminata solo da un lume a gas. Alti e bassi hanno caratterizzato la sua vita. Proveniente da un’agiata famiglia mazarese, il pittore in gioventù aveva conseguito nel 1964 a Palermo la licenza artistica, poi aveva proseguito gli studi a Firenze e Roma, dove era diventato amico di alcuni artisti siciliani come Piero Consagra e gli artisti di Forma 1. La meningite che gli era stata diagnosticata è stata un'ulteriore molla per dedicarsi totalmente all'arte. Gli stessi medici lo avevano consigliato in tal senso. La storia e le opere di Catania sono dunque perfettamente ascrivibili in quel segmento creativo dell’Outsider Art, a quegli "artisti irregolari" ai quali proprio in questo momento le maggiori esposizioni internazionali dedicano spazio e attenzione, rivalutando figure di artisti "stravaganti", fino a questo momento relegate ai margini sia della società che della visibilità artistica. Ha condotto una vita sempre ai margini. Viveva con la sua pensione, la sua arte e si arrangiava. Andava in giro con le sue opere, vendute a pochi soldi. Salvino Catania in questi quarant'anni di attività aveva dipinto incessantemente, si contano più di settemila opere. A Mazara le sue tele sono appese nei bar, nelle botteghe, nei circoli, riempiono la galleria "Sicilia", allestita nei corridoi del Municipio, per iniziativa del sindaco Nicola Cristaldi. Felice di far da cicerone tra le sue opere disseminate in giro per la città e nel suo studio, Salvino Catania, tra una sigaretta e l’altra, citava scrittori e artisti per poi affermare: "Gli occhi vedono meno della mente, dico queste cose e per la gente sono pazzo. Ogni tanto mi caricano sulla macchina e mi portano nei reparti psichiatrici. Questa è la mia vita".

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