venerdì 27 dicembre 2013

GIALLO AD ALCAMO. SEI I POSSIBILI SOGGETTI COMPATIBILI CON IL CADAVERE TROVATO MOZZATO ALL'ESTREMITA' DEGLI ARTI

Non avrebbe ancora un nome il cadavere in avanzato stato di decomposizione, senza mani e senza piedi,
trovato la vigilia di Natale sotto il cavalcavia ad Alcamo, vicino lo svincolo che conduce a Castellammare del Golfo, in contrada Bosco d'Alcamo. La presenza del capo della Procura di Trapani, Marcello Viola, aveva fatto intuire che si potesse trattare di un omicidio di mafia, ipotesi che col passare delle ore è stata accantonata. Da un primo esame sul corpo non sarebbero stati riscontrate lesioni tali, ferite da taglio o fori di proiettile, da poter far pensare ad un omicidio. Il medico legale ha rilevato lesioni riconducibili ad una caduta ed ha eseguito degli esami più approfonditi sulle ossa i cui esiti richiederanno un paio di giorni. A trovare il cadavere era stato un castellammarese, addentratosi nei campi per raccogliere verdura, che nella zona possiede un villino. Nessuna ipotesi viene attualmente accantonata dagli investigatori che allo stato attuale stanno valutando ogni possibilità sulle cause della morte, dal suicidio all'aggressione, poiché il corpo è stato trovato con mani e piedi mozzati. Tra le ipotesi investigative anche quella di una caduta accidentale nella scarpata, dopo un investimento. Intanto, dopo il ritrovamento accanto al cadavere di un braccialetto d'argento, sul quale sono incisi nome e cognome che risultano appartenere ad un uomo di nazionalità rumena, i carabinieri hanno individuato sei possibili soggetti compatibili con il cadavere e hanno avviato una ricerca sul territorio regionale per verificare quale di loro risulti scomparso. Si cercano anche informazioni tra le comunità romene di Alcamo. All'anagrafe cittadina ne risultano iscritti 976, ma sarebbero circa quattro mila solo coloro che abitano ad Alcamo, senza parlare poi dei comuni limitrofi.

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