lunedì 16 dicembre 2013

COMITATO NO TARES. MOMENTI DI TENSIONE A PALAZZO D'ALI'

Momenti di tensione davanti il palazzo d'Alì, sede del municipio di Trapani, ieri pomeriggio, quando una folla
spontanea di cittadini trapanesi in un sit-in di protesta anti-tares ha urlato "Tutti a casa". Un coro unanime di oltre duemila persone che si è riunito riempiendo piazza Vittorio Veneto ed urlando tutto il loro disappunto nei confronti dell'amministrazione comunale di Trapani, del sindaco Vito Damiano e del consiglio comunale. L'attuale primo cittadino, dinanzi al coro unanime di disappunto, ha ribadito che l'aumento del tributo comunale sui rifiuti solidi urbani era dovuto, anche a causa della situazione finanziaria in cui versavano le casse dell'Ente subito dopo il suo insediamento. L'aumento del tributo sui rifiuti solidi urbani non è proprio andato giù ai trapanesi ed il potere mediatico dei social network ha fatto il resto. Per la prima volta, grazie a Facebook, una protesta spontanea nata da un comitato di cittadini è stata capace di portare in piazza migliaia di persone. "Basta con le tasse", ha gridato la gente che si è vista recapitare a casa la Tares. Da Facebook in piazza Vittorio Veneto, dove si sono ritrovati in circa 2000, tra studenti, operai, pescatori, commercianti, pensionati per dire "No" alla Tares, ad una tassa che ha reso più vuote, a ridosso del Natale, le tasche dei cittadini. La protesta anti-Tares è la protesta di chi non ce la fa più, la protesta di chi non ha più certezze, una protesta che si è estesa anche nei confronti della politica nazionale. Una classe dirigente che secondo i cittadini non è più in grado di recepire i bisogni della comunità civile. Tanti i focolai di malcontento in città, dallo stadio Provinciale al mercato Ittico, dal centro storico alle periferie, tutti con un unico obiettivo, il sindaco nel mirino e un invito perentorio: "Dimettiti!". Il culmine della protesta partita dal social network è stata la raccolta delle buste della Tares che sono state messe insieme in un sacco e provate a restituite all'amministrazione comunale, ma di sindaco e consiglieri comunali nemmeno l'ombra. E quando la folla ha tentato di entrare dentro Palazzo d’Alì sono intervenuti gli agenti del reparto mobile in tenuta antisommossa, respingendo l'assalto. Il tentativo di forzare il blocco davanti al Municipio si è fermato ma la tensione rimane alta. Un albero di Natale è stato abbattuto tra gli "olè" della piazza ed il coro da stadio "Chi non salta è un consigliere". Marzia Lombardo, una delle organizzatrici della manifestazione pacifica, si dissocia da alcun atti poco piacevoli che si sono verificati, invitando i manifestanti a mantenere un tono pacifico. La piazza anti-Tares, sempre più piena, chiede le dimissioni dell'intero consiglio comunale. Dopo ore di protesta una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal sindaco e rappresentanti dell'amministrazione comunale a Palazzo Cavarretta, dove è stato richiesto l'intervento del Ragioniere Generale del comune di Trapani Gioacchino Petrusa per fare il punto della situazione sulla nuova tassa sui rifiuti. Ed ha avuto modo di ribadire che il percorso intrapreso dall'amministrazione era obbligato. Alle 21.00, mentre l'incontro è ancora in corso, le forze dell'ordine comunicano che "il grosso dei manifestanti presenti a piazza Vittorio Veneto si è disperso. Davanti al Municipio restano ancora un centinaio di persone, mentre una cinquantina stazionano davanti l'ingresso di Palazzo Cavarretta". I focolai continuano a rimanere accesi e i manifestanti insistono nel richiedere le immediate dimissioni di sindaco e consiglieri. Le prossime ore saranno decisive per il futuro dell'attuale amministrazione comunale, che più volte ha rischiato in poco più di un anno di fare le valigie e tornare a casa.

Nessun commento:

Posta un commento