giovedì 14 novembre 2013

STRAGE PALERMO-SCIACCA. PROCURA HA APERTO FASCICOLO PER OMICIDIO COLPOSO

Giovanni Titone, il conducente della Ford Focus, in coma al Villa Sofia con una clavicola rotta ed ematomi 
sia alla testa che al polmone, a causa dell'incidente verificatosi sulla Palermo-Sciacca, che ha causato cinque morti e due feriti, era, secondo gli esami  tossicologici, sotto l'effetto di cannabis e di alcool. La Ford, all'altezza del bivio per Giacalone, si è scontrata con la Punto proveniente dalla direzione opposta. Nell'impatto sono deceduti sul colpo i due coniugi di Roccamena, Maria Ciaccio, 71 anni, e Rosario Lo Re, 73 anni, che viaggiavano sulla Punto, il figlio più piccolo di Titone, Alberto, 2 anni, la moglie Maria Luisa Mergola, 25 anni, e la madre di Titone, Rosa Pilo, 51 anni. L’altro figlio di quattro anni, Vito Titone, è sopravvissuto alla strage ed è ancora sotto choc, ricoverato all'ospedale dei Bambini. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Dalle analisi è emerso che Giovanni Titone, 28 anni, aveva assunto alcool e droghe leggere. E' sulla pericolosità della guida del conducente, ancora in coma e non in grado di essere ascoltato, che adesso si spostano le indagini. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Annamaria Picozzi riporta l'ipotesi di reato di omicidio colposo ma fino a questa mattina era contro ignoti. Le indagini hanno intanto svelato che Giovanni Titone ha sulle spalle una condanna per spaccio di stupefacenti. 
Nel maggio 2010 Titone e la moglie vennero raggiunti, insieme ad altre 22 persone, da un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip del tribunale di Sciacca nell'operazione denominata "Bacchanalia", facenti parte di un'organizzazione menfitana che si riforniva di ingenti quantitativi di cocaina, hashish ed ecstasy nel Palermitano, a Varese e Vercelli, e che arrivava a Sciacca e Menfi trasportata in auto o in treno. L'episodio che fece scattare le indagini avvenne durante il Carnevale di Sciacca del 2009, quando tanto forte era stata la richiesta di ecstasy, che terminate le scorte, l’organizzazione aveva provveduto ad acquistare in farmacia degli antinfiammatori spacciandoli per le classiche pasticche. Per Giovanni Titone scattò il provvedimento di custodia cautelare in carcere, mentre per la moglie Maria Luisa Mergola l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Il 25 febbraio 2011 il Gup del Tribunale di Sciacca, Michele Guarnotta, emise 12 condanne per coloro che, nell'ambito dell'operazione "Bacchanalia", avevano scelto il rito abbreviato. Tra questi, 4 anni e 4 mesi, oltre 18.000 euro, vennero inflitti a Giovanni Titone, e 2 anni e 8 mesi, oltre 12.000 euro, alla moglie Maria Luisa Mergola, entrambi poi ricorsi in appello. Presto, però, il nome di Titone potrebbe finire sul registro degli indagati della Procura, alla quale i carabinieri hanno trasmesso il rapporto con i risultati degli esami tossicologici eseguiti in ospedale. L'alcol test e l'esame per rilevare tracce di cannabinoidi sono risultati positivi. Titolare dell'inchiesta è il pm Claudio De Lazzaro. Nel frattempo la ricostruzione dell'ennesimo drammatico incidente sulla statale 624 prende forma. Una dinamica terribile quella delineata dai carabinieri della compagnia di Monreale, che hanno effettuato i rilievi sul luogo della tragedia, basata sull'invasione della carreggiata opposta da parte della Ford Focus. Titone avrebbe perso il controllo del mezzo nei pressi di una curva, finendo dall'altra parte della strada. Lo scontro sarebbe così stato inevitabile e reso ancora più violento dall'asfalto viscido. Intanto nell'attesa che Giovanni Titone si svegli dal coma e possa chiarire quanto viene ipotizzato in queste ore, il piccolo Vito, sopravvissuto alla tragedia ed ancora sotto shock, a dire dei medici dell'ospedale Di Cristina: "Ha visto tutto e chiede piangendo della madre".

Nessun commento:

Posta un commento