sabato 30 novembre 2013

RAID IN AFGHANISTAN. MUORE BIMBO DI DUE ANNI E LA NATO SI SCUSA

La Nato si e' scusata per un attacco aereo in Afghanistan durante il quale, secondo Kabul, e' morto un bimbo di due anni. Come ha riferito una fonte delle truppe internazionali Isaf, il generale Joseph Dunford ha "immediatamente chiamato il presidente Karzai e ha espresso profondo rammarico per l'incidente". Dunford ha assicurato che ci sara' un'indagine congiunta sull'attacco, diretto contro un comandante talebano coinvolto in operazioni contro le forze di sicurezza afghane nella provincia meridionale di Helmand.
L'obiettivo, ha aggiunto la fonte, non era un'abitazione ma un guerrigliero in moto sulla strada: "sfortunatamente le vittime civili erano nella vicinanza dell'attacco". Diversa la versione di Karzai che ha parlato di un bimbo di due anni e due donne uccise in una casa. Alla luce dell'incidente, il presidente ha ribadito che non firmera' l'accordo di sicurezza bilaterale con Washington, formulato in vista del ritiro delle truppe internazionali alla fine del 2014, fino a quando queste "atrocita' continueranno". Proprio le vittime civili collaterali sono uno dei motivi principali di tensione nei rapporti tra Stati Uniti e Afghanistan. La settimana scorsa, Karzai ha rinviato la firma dell'intesa, nonostante avesse ottenuto il via libera dalla Loya Jirga, ponendo nuove condizioni, una circostanza che ha suscitato malumore a Washington. Intanto, stamane a Kabul un kamikaze con una bomba nascosta nel turbante ha ferito il deputato Hamidullah Tokhi, in un attentato che ricorda quello che nel 2011 uccise l'ex presidente Burhanuddin Rabbani. Lievi le ferite riportate dal deputato che e' stato portato in ospedale. Secondo testimoni oculari, altre due persone sono rimaste ferite nell'esplosione. Tra i precedenti, c'e' anche il caso di Asadullah Khalid, a capo dell'agenzia d'intelligence Direttorio Nazionale della Sicurezza, che e' rimasto gravemente ferito da un kamikaze con esplosivo nascosto nella biancheria intima. 
(AGI) .

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