domenica 10 novembre 2013

RACCAPRICCIANTE RITROVAMENTO A VITTORIA. CANE IMPICCATO FORSE PER GESTO INTIMIDATORIO AL PADRONE

Solo bestie disumane possono avere una mente così contorta da attuare determinati atti. Chi ha agito non merita il carcere, sarebbe un premio.

Il carcere ormai corrisponde ad una pensione, una specie di bed & breakfast, ad un tetto sotto il quale dormire e non bagnarsi quando piove. Il carcere corrisponde ormai ad una vacanza, un rifugio. Chi ha ucciso
questo povero cane, se preso non dovrebbe essere premiato portandolo in galera, ma dovrebbe avere una pena esemplare. E' talmente tanta la "rabbia" nel vedere quello che è stato fatto a questo povero cagnolone che se dovessi avere davanti chi ha osato tanto gli strapperei il cuore con le mani, ma di certo, pensandoci  bene, farei fatica a trovarlo perché un cuore non ce l'ha. Ma torniamo alla cronaca del fatto. Forse un gesto intimidatorio, ma di certo non una bravata ma un atto riprovevole nei confronti di un povero cane.  La sostanza è comunque disgustosa, un gesto vile, da condannare assolutamente, senza ma e senza se. A Vittoria c'è chi impicca i cani come se nulla fosse. Come si accennava, forse si tratta di un gesto intimidatorio nei confronti del proprietario, un allevatore del luogo.
Ecco qui il referto del veterinario:
Dal sopralluogo effettuato presso la proprietà del suddetto, rinvenivo il cadavere dell’animale issato, tramite una fune serrata attorno al collo, su un albero di ulivo. Dall’esame clinico del cadavere si evidenziava uno stato di decomposizione moderatamente avanzato. I globi oculari risultavano infossati e raggrizzinti e la cornea appariva opaca. Le mucose buccali apparivano secche e cianotiche, ciò in accordo alla presunta causa di morte per soffocamento, dall’orificio buccale erano visibili forme larvali presumibilmente di mosche (bigattini). La zona della giogaia mostrava un marcato edema in corrispondenza della zona di pressione della fune che sosteneva il corpo del soggetto. L’addome mostrava macchie ipostatiche nella sua parte più declive e appariva moderatamente gonfio. Lo sfintere anale rilasciato mostrava parte del tratto rettale estroflesso, questo era secco e necrotico, proprio dell’ esposizione prolungata all’aria. Il cadavere non mostrava più lo stato di rigor mortis. Da quanto sopra esposto ritengo che la morte dell’animale sia ascrivibile a soffocamento per impiccagione e temporalmente collocabile a circa 84-96 ore antecedenti la mia visita.
Dopo aver acquisito documentazione fotografica il cadavere non viene da me rimosso in attesa di ulteriori accertamenti da parte delle autorità competenti. 
Parte dell'articolo e le foto sono tratte da www.novetv.com
Qui sotto le foto del povero animale, che stanno girando rapidamente su facebook tra centinaia e centinaia di commenti e condivisioni.






Nessun commento:

Posta un commento