sabato 2 novembre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (A mùorti sulu ...)

A mùorti sulu un c'è rimediu.
IN DIALETTO MADONITA

Solo alla morte non c'è un rimedio.
Il detto sta a significare che a tutto c'è una soluzione, mentre davanti alla morte non c'è più niente da fare, solo la rassegnazione. Ed è tradizione siciliana "festeggiare" i defunti. E' una festa dei sapori, di colori di gioia,
per i piccoli, un modo felice di ricordare i propri cari. 
Da noi questa giornata viene detta "la festa dei morti" e non la commemorazione dei defunti, quindi non è un giorno di lutto, ma una giornata felice. I cimiteri si riempiono di fiori, soprattutto crisantemi, e di gente che si ferma persino a pranzare e a parlare con il caro estinto. 
Il giorno della "festa dei morti" le tavole e le credenze di ogni casa, si riempiono di ceste piene di frutta martorana, tutta colorata, di mandorle, dolci, cioccolato, caramelle e non possono mancare i "Pupi di Zucchero" e "Le ossa dei morti".
Per questa festa si allestisce anche "la fiera dei Morti", infatti la mattina di Ognissanti i bambini vengono portati a vedere le bancarelle con i vari giocattoli, tentando di capire quale preferiscono, ma non vengono acquistati davanti ai loro occhi. Poi tra il pomeriggio e la sera, senza la loro presenza, uno dei genitori torna alla fiera per acquistare il dono. Di solito per i maschietti sono armi, pistole a tamburo o "scupette" (piccoli fucili da caccia). Per le bimbe, bambole ricciolute, passeggini, fornelli e pentolini. 
I più facoltosi regalano tricicli e biciclette fiammanti. Per la "festa dei morti", i genitori regalano ai bambini dolci e giocattoli, dicendo loro che sono stati portati in dono dalle anime dei parenti defunti. Perciò essi la sera, almeno fino a qualche decennio fa era così, appendono alla finestra o al letto dei piccoli una scarpetta o un cestello, recitando una preghiera alle anime sante. Al mattino inizia la caccia al regalo lasciato dal caro estinto. Bisogna trovare il regalo nascosto in un punto insolito della casa, messo nella notte tra l'1 e il 2 novembre. La sera prima si nasconde la grattugia, perché si lascia credere ai bambini che i defunti, a chi si fosse comportato male, sarebbero andati a grattare i piedi. 
Quando viene trovato il regalo, per il piccolo è un'immensa gioia, perché era proprio quello richiesto prima di coricarsi la sera prima. Psicologicamente, far vivere ai bambini questa esperienza è molto salutare, in primis perché il ricordo che hanno del nonno, della nonna o dello zio e di ogni parente defunto con cui avevano vissuto fino a qualche giorno prima resti vivo e poi perché si riduce quel distacco che in un primo momento il piccolo vive come un abbandono. In Sicilia è particolarmente vivo il rapporto tra nonni e nipotini, guai a mettersi tra loro e quando uno dei nonni viene a mancare per il piccolo diventa più traumatico rispetto all'adulto che dopo un po' si rassegna. Ecco che inconsapevolmente per l'adulto la festa da' al piccolo una illusoria ma gradita serenità. Ho usato il termine "inconsapevolmente" perché ancora oggi questo aspetto, che ritengo andrebbe approfondito, non è stato evidenziato e si parla solo di un duplice significato dell'evento. La festa ha un origine e un significato che si collegano certamente ad antichi culti pagani e al banchetto funebre, un tempo comune a tutti i popoli indo-europei, di cui si ha ancora un ricordo nel "consulu siciliano" (cioè il pranzo che i vicini di casa offrivano, e ancora in alcuni paesi offrono, dopo che il defunto era stato tumulato, ai parenti che avevano trascorso). E' stato osservato che il significato della strenna dei morti è duplice: offerta alimentare alle anime dei defunti e offerta simbolica, nei dolci a forma umana, come assicurazione alle anime dei defunti in maniera che, cibandosi di essi, è come se ci si cibasse dei trapassati stessi. E' da tener presente che in Sicilia, fino a qualche anno, fa non esisteva ancora l'usanza di scambiarsi doni in occasioni delle feste di Natale, per cui questa tradizione si è mantenuta viva. La "festa dei morti" è nata in Sicilia e non è stata importata dal nord Europa come il Natale. Ecco perché per noi siciliani questa festa è quasi più importante del Natale. 

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