giovedì 7 novembre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (Lu dottu a la ...)

Lu dottu a la 'ppedi e lu sceccu a cavaddu
IN DIALETTO RIBERESE
Il dotto va a piedi e l'asino a cavallo

Spesso le lodi ed i riconoscimenti vengono attribuiti a chi non li merita e così come dice il proverbio chi dovrebbe avere i meriti non ha alcun riconoscimento e finisce per campare da "morto di fame", appunto, è costretto ad andare a piedi, e chi non ha fatto niente, perché non in grado per capacità ed intelletto, finisce per avere riconoscimenti e meriti, usufruendo di tutte le comodità. "Nella vita, diceva mia nonna, ci voli sorti puru a sputari", perché mi spiegava che bastava una botta di vento e ti tornava in faccia. Io al proverbio, per esperienza personale, direi che è incompleto, nel senso che andrebbe aggiunto "e lu sceccu a cavaddu a lu dottu". Il dotto è detto tale in quanto ha sviluppato il suo ingegno, ma di certo non è furbo e così alla fine si fa fregare anche da "lu sceccu", che l'unico studio che fa è quello di "fottere" il prossimo e ci riesce anche alla grande. Infatti, viene naturale citare il detto: "Futti, futti ca Diu pirduna a tutti".

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