giovedì 7 novembre 2013

OPERAIO DELL'ANAS SI IMPICCA AD ALCAMO. RISULTAVA PROPRIETARIO DI UNA CASA SEQUESTRATA AD IMPRENDITORE IN ODOR DI MAFIA

Si è tolto la vita ieri mattina in una abitazione di campagna. Maurizio Pugliesi, 45 anni, alcamese, sposato con
tre bambini, lavorava all'Anas. La storia accaduta ad Alcamo ha dell'incredibile, ma dalle informazioni acquisite, sembrerebbe che l'operaio, Maurizio Pugliesi, era stato appena sentito dalla direzione investigativa antimafia di Trapani, perché risultava proprietario di uno degli immobili posti sotto sequestro all'imprenditore alcamese Giuseppe Montalbano, indagato per associazione mafiosa. La questura di Alcamo ha aperto un fascicolo su quanto accaduto a Pugliesi. L'operaio si è tolto la vita in una abitazione di campagna ed è stato trovato con un cappio al collo, morto per asfissia. Cosa si sia detto con gli inquirenti non è noto, il fatto è che appena uscito da quegli uffici, è andato a casa della madre e, si è tolto la vita. In tanti sono increduli e gli amici e i colleghi di lavoro lo descrivono come una brava persona, ligia al dovere, molto attaccata alla famiglia e gran lavoratore. Da qualche tempo lavorava per l'Anas e aveva anche ottenuto un prestito dalla banca per acquistare proprio quell'immobile che gli era stato venduto, con atto notarile, da Montalbano. Si sussurra che avesse investito su quella casa tutto ciò che aveva e proprio lì doveva andare ad abitare con la famiglia. Non avrebbe retto al dolore sino all'estremo gesto. Forse per lui solo la sfortuna di avere incrociato la strada di quell'imprenditore, ma nel paese non sarebbe stato, oltretutto, l’unico. La vicenda “Montalbano” ha coinvolto in questi giorni parecchi alcamesi. A Giuseppe Montalbano, 44 anni, la Dia trapanese ha posto sotto sequestro nello scorso settembre beni per 10 milioni di euro, tra cui la villetta di Pugliesi e non solo. Il sequestro, disposto della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, avvenuto il 30 settembre scorso, su proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Dia, riguarda tre aziende, otto terreni, 38 fabbricati, sette tra autoveicoli e mezzi edili, sette quote societarie, 10 depositi bancari e tre polizze assicurative. Il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro dei beni riconducibili a Giuseppe Montalbano, "ritenendo ricorrenti, a carico dello stesso, i presupposti richiamati nel combinato disposto degli artt. 4, comma 1, lett. a) del D.lgs. 159/2011, in quanto:
• indiziato di appartenenza all’associazione di tipo mafioso, di cui all’art. 416 bis c.p., denominata “Cosa nostra”, operante nella provincia di Trapani;
• titolare, anche per interposta persona, di beni in valore sproporzionato al reddito dallo stesso dichiarato ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche, ovvero all'attività economica svolta".
L'imprenditore edile, secondo gli inquirenti, è stato indicato come fiancheggiatore nonché prestanome di latitanti alcamesi ed inserito nella cosca capeggiata dall'allora noto capomafia Vincenzo Milazzo, 57 anni, ucciso nel 1994 insieme alla fidanzata Antonella Bonomo. Il costruttore Montalbano è figlio di Pietro, anziano uomo d’onore della famiglia mafiosa di Alcamo, nonché nipote di Nunzio Montalbano, 70 anni, ucciso ad Alcamo la sera del 26 aprile 1991. Sono diversi gli alcamesi incappati nell'acquisto di alcuni immobili realizzati da Montalbano, la cui attività di imprenditore edile lo avrebbe portato a costruire molte civili abitazioni. La Dia di Trapani  aveva convocato l'operaio per capire quali fossero evidentemente i rapporti tra lui e l'imprenditore, ma, a seguito dell'interrogatorio con gli inquirenti, Pugliesi, ha deciso di togliersi la vita. Macabra ed inquietante la decisione di farla finita, ma i perché momentaneamente sono avvolti nel mistero. Forse l'onta della vergogna nell'avere fatto affari con un uomo indiziato di appartenere alla mafia locale, forse la disperazione perché la casa che aveva appena acquistato se l'è vista sottrarre dallo Stato. I funerali si svolgeranno domani e i colleghi dell'Anas per onorarlo saranno presenti tutti in uniforme.

Aggiornamenti: 

Sulle presunte ragioni della morte del sig. Maurizio Pugliesi, "premesso il profondo cordoglio ed il vivo dispiacere per l’immane tragedia occorsa alla famiglia", con una nota l'avvocato Tiziana Pugliesi, legale dell'imprenditore alcamese Giuseppe Montalbano, ha tenuto a precisare, per nome e per conto del suo cliente, "che né la casa della famiglia Pugliesi, né nessun altro degli immobili venduti dal sig. Montalbano, è sottoposto ad alcun vincolo giudiziario di qualsiasi natura e che sono tutti nella piena ed assoluta disponibilità degli acquirenti. Gli unici beni sottoposti a sequestro cautelare, in attesa dell'esito del procedimento di Misure di Prevenzione Patrimoniale, sono solo ed esclusivamente quelli di proprietà personale del sig. Montalbano Giuseppe e delle sue società".

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