domenica 17 novembre 2013

MORIA DI CARPE E CEFALI ALLA FOCE DEL BELICE, INDAGA IL N.O.P.A.

Diverse centinaia di pesci morti continuano ad affiorare in superficie, dall'inizio del mese, alla foce del fiume
Belice a Selinunte. Inconsueto fenomeno che, a quanto pare, si ripete da diversi anni e sempre nello stesso periodo, durante il mese di novembre. I pesci, che vengono trovati morti sul bagnasciuga, sono in massima parte carpe, ma anche cefali. Al momento non si conoscono le cause che hanno determinato la moria, che si presenta solitamente con le prime piogge e dopo l’esondazione di un corso d’acqua. Il fiume Belice è lungo oltre un centinaio di chilometri e prima di giungere in mare, alla sua foce, a Selinunte, attraversa vari territori delle province di Palermo, Agrigento e Trapani. Fatto sta che questo è un fenomeno che sembra interessare solo pesci appartenenti all'ordine dei cipriniformi della specie carpa. Il caso delle carpe è solo la punta dell'iceberg, dato che, questi pesci una volta morti rimangono nella catena alimentare delle altre specie dell'ittiofauna del fiume. Infatti, a farne le spese, di una possibile contaminazione dei fiumi, sono stati anche i cefali che nuotano nelle acque di transizione tra mare e fiume. Nel caso di morie di ittiofauna in ambiente naturale ci si trova di fronte a problematiche di carattere sanitario-ambientale la cui corretta gestione richiede un approccio interdisciplinare. In merito all'accaduto, l'ispettore Salvatore Macaluso del Nucleo Operativo Polizia Ambientale di Castelvetrano, ha reso noto che in questi giorni sono stati intensificati i controlli nell'area interessata. Inoltre, ha precisato che, condizioni meteo permettendo, verranno eseguiti alcuni rilievi da parte degli specialisti dell'Ufficio Tecnico del Comunale di Castelvetrano. L'ispettore Macaluso tiene a tranquillizzare i cittadini che, "se necessario, in settimana verrà richiesto anche l'intervento dell'Arpa di Trapani". I cittadini castelvetranesei, in particolar modo quelli della frazione selinuntina, hanno ipotizzato che la causa, delle diverse centinaia di pesci morti che continuano ad affiorare sul bagnasciuga, sia dovuta al mal funzionamento degli impianti di depurazione che insistono sul territorio. "Consiglierei ai tecnici dell'Arpa - suggerisce Felice Crescente, dirigente presso il Centro per l'Impiego Unità Operativa n. 62 di Castelvetrano - di effettuare controlli serrati lungo l'asta del fiume Belice a monte della foce, perché se il fenomeno si ripete ogni anno nello stesso periodo, basta ragionare - precisa Felice Crescente - su quello di particolare che si fa nella valle del Belice tra ottobre e dicembre. Non penso che gli impianti di depurazione c'entrino un gran ché!". Il suggerimento dato dal dottor Crescente è una velata denuncia ad una serie di cantine e frantoi del Belice, che operano periodicamente proprio in quest' arco temporale.

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