giovedì 21 novembre 2013

MARSALA RISCHIO SPROFONDAMENTO. VORAGINE PROFONDA 15 MT DI OLTRE 2 MILA MQ INGOIA UN ORTO

Una voragine, ampia due mila metri quadrati e profonda 15 metri, si è aperta in contrada Amabilina, 
periferia est di Marsala.
Il terreno ha inghiottito un orto sul quale il proprietario stava lavorando fino a pochi minuti prima del crollo. Salvo il contadino ha subito allertato i vigili del fuoco che, giunti sul luogo insieme ai tecnici del Comune, hanno delimitato l'area. Il fatto è che non è la prima volta che si verificano fenomeni di questo tipo. Negli ultimi mesi a Marsala si sono aperte diverse voragini nella periferia est, creando buche nelle strade e crepe nei muri delle abitazioni. Il problema, infatti, mette a rischio anche la staticità di migliaia di abitazioni.Gli ultimi episodi si sono verificati sia il 23 luglio che il 20 settembre scorsi.
Quest'estate una voragine si è aperta all'improvviso sulla via Tunisi, in prossimità di piazza Caprera, causando la rottura della rete idrica primaria che da Sinubio conduce l'acqua in centro città e in via Trapani. Anche in questo caso si è trattato nello specifico di una buca di grande consistenza, ampiezza 12 metri per 6, profonda tra i 7 e 8 metri, che sottoterra si estesa per oltre 25 metri. I più informati hanno parlato di una vera e propria vecchia cava di tufo tornata alla luce. L'infiltrazione delle acque piovane indebolisce le volte costituite da calcareniti, provocando il crollo nelle parti più sottili e deboli. Il sottosuolo della zona è costellato da antiche cave di tufo.
Il territorio di Marsala è caratterizzato da una serie di terrazzi marini del Pleistocene medio-superiore, che vanno da una quota di 165 m sino a livello del mare. In particolare per le caratteristiche geologiche si distinguono le "calcareniti di Marsala" di colore giallastro con lenti sabbioso-argillose dell'Emiliano-Siciliano, cui seguono depositi calcarenitici terrazzati ubicati a varie quote comprese tra 0 e 10 m, tra 10 e 125 m, tra 125 e 165 m del Pleistocene medio-Tirreniano. Nell'abitato marsalese si riscontrano numerose cave a fossa ed in galleria che con il passare degli anni hanno dato origine a numerosi sprofondamenti. Nel Piano straordinario per l'assetto idrogeologico, pubblico con decreto del 4 luglio 2000 sulla Gazzetta Ufficiale Regionale, si legge "Il Comune di Marsala presenta nel suo territorio un fenomeno franoso notevole in c.da Amabilina nella zona Timpone dell'Oro che ha provocato il crollo della volta di una cava in quella località. Il consolidamento dell'area è inserito nel programma di interventi urgenti '98 ('97/'99)".
Nella zona periferica di Marsala, denominata Timpone D'oro, nel dicembre 1996, si è verificato il crollo di uno o più sostegni di una vecchia cava, a camera e pilastri, di calcarenite, causando la distruzione totale e/o parziale di alcune abitazioni. Detti dissesti sono stati provocati dal cedimento di uno o più pilastri delle cave, che si sviluppano in sotterraneo su uno o più livelli.
A seguito del crollo del 1996 la Regione Siciliana fece eseguire dei rilievi speleologici nelle zone accessibili per conoscere l'estensione dell'area coltivata, gli spessori delle volte e l'altezza dei vuoti.
"Nei settori inaccessibili - si legge nello studio svolto dagli speleologi - sono stati effettuati dei fori di diametro di 250 mm attraverso i quali è stato inserita una speciale videocamera. E' da evidenziare come problematiche connesse alla presenza di cavità nel sottosuolo a seguito di estrazione di calcarenite, siano - si legge dal sito della Regione nella parte inerente la descrizione del fenomeno - molto frequenti nella zona periferica di Marsala. Ne esistono, infatti, nell'area della piscina comunale, dello stadio, della circonvallazione (nell'anno 1963 si è verificato un crollo in prossimità di Via Sirtori) e lungo la SS 188 in cui nell'agosto 1998 si è avuto uno sprofondamento dei bordi della strada in prossimità del km 3".
Nell'Aprile del 2005 in via Trieste venne sfiorata la tragedia. Lo sprofondamento della superficie distrusse un magazzino agricolo ed un garage auto, fortunatamente, anche allora, senza danni alle persone. All'interno del centro storico di Marsala era stato evidenziato con quello studio la presenza di molti cunicoli sotterranei, che collegavano le varie Chiese, utilizzati anche per uscire fuori dalle mura della città. "Causa di instabilità" si legge in quella nota regionale è "Frana interna zona di espansione", mentre lo "stato del dissesto" venne all'epoca, si legge, definito "Quiescente". Adesso da un po' di mesi il fenomeno è di nuovo in agguato. 
di Irene Cimino per

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