giovedì 7 novembre 2013

MAFIA. CONDANNA DEFINITIVA PER IL FRATELLO DI MATTEO MESSINA DENARO

La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di carcere inflitta, per associazione mafiosa, a
Salvatore Messina Denaro, fratello maggiore del boss latitante. La sentenza era stata emanata dalla sesta sezione della Corte d’Appello di Palermo nell'ottobre 2012. Il procedimento è uno stralcio di quello scaturito dall'indagine della Dda che permise di portare a termine l’operazione "Golem 2". In primo grado, Salvatore Messina Denaro, 60 anni, ex dipendente bancario, era stato condannato a 10 anni di carcere, in continuazione con una precedente pena a 9 anni. Salvatore Messina Denaro, di Castelvetrano, era stato arrestato nel marzo del 2010 per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni perché ritenuto reggente del mandamento mafioso di Castelvetrano in quanto fratello del latitante Matteo Messina Denaro. Ad 8 anni, invece, sempre per mafia, venne condannato Andrea Craparotta. La sentenza del gup fu confermata in appello. Adesso, però, per Craparotta la Cassazione ha annullato la condanna con rinvio davanti ad altra sezione della Corte d'appello. Confermata, invece, anche la condanna ad un anno e 8 mesi per Raffaele Arimondi, accusato di fittizia intestazione di beni.
Proprio due giorni fa sono stati confiscati dalla guardia di finanza di Palermo beni immobili per circa 1,8 milioni di euro, in esecuzione di tre distinti provvedimenti emessi dagli uffici misure di Prevenzione dei Tribunali di Palermo e Trapani sulla base dei risultati di accertamenti economico-patrimoniali. Tra le persone colpite dalla misura di prevenzione, proprio Salvatore, il fratello del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il primo provvedimento, con beni immobili per oltre 1,2 milioni di euro, è stato eseguito nei confronti di Giovanni Cusimano, 72 anni, di Palermo, indicato dagli investigatori come appartenente alla famiglia mafiosa di "Tommaso Natale", legato da rapporti di parentela con il boss Salvatore Lo Piccolo. Il secondo provvedimento, per un valore di circa 370 mila euro, è stato eseguito nei confronti di Cosimo Moceri, 55 anni, di Campobello di Mazara (Trapani).
La terza confisca, di conti correnti, depositi, investimenti in titoli e polizze assicurative per circa 220.000 euro, è stata disposta dal Tribunale di Trapani nei confronti di Salvatore Messina Denaro.

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