lunedì 11 novembre 2013

MAFIA. CONCLUSO "GOLEM II", 5 ASSOLTI E 7 CONDANNE PER 79 ANNI DI CARCERE. IN BREVE 2 ANNI DI PROCESSO

Il Tribunale di Marsala ha condannato, a complessivi sessantanove anni di reclusione, il boss Matteo
Messina Denaro ed altre sette persone coinvolte nell'operazione antimafia "Golem 2" del 15 marzo 2010, chiamate a rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di società e valori, estorsione, danneggiamento e favoreggiamento personale. Nella requisitoria del 5 luglio scorso i pm della Dda di Palermo, Paolo Guido e Marzia Sabella, a conclusione del dibattimento, avevano chiesto condanne per oltre 200 anni di carcere, nei confronti del latitante Matteo Messina Denaro e di altri dodici imputati. Le condanne riguardano esponenti strategici delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara, storiche roccaforti del capomafia, da sempre "cosche" protagoniste delle più significative dinamiche mafiose nella provincia di Trapani. Al latitante castelvetranese, che era stata chiesta la pena maggiore, trent'anni di reclusione, sono stati inflitti 10 anni di carcere in continuazione con la condanna a 30 anni, per lo stesso reato, divenuta recentemente definitiva. La pena più elevata, invece,14 anni e 6 mesi di carcere, è stata inflitta all'imprenditore edile Giovanni Risalvato. All'ex consigliere comunale di Forza Italia a Castelvetrano dall'accusa erano stati chiesti venticinque anni di reclusione. Per Lorenzo Catalanotto, autore, insieme al Risalvato e al Manzo, dell'atto incendiario ai danni del consigliere del Pd Pasquale Calamia, parte offesa in questo procedimento, colpevole di avere auspicato in consiglio comunale a Castelvetrano la cattura di Messina Denaro, i pm avevano chiesto vent'anni. Invece, Lorenzo Catalanotto è stato condannato a 13 anni e 6 mesi e Marco Manzo a 4 anni. Gli altri imputati condannati sono Tonino Catania condannato a 13 anni di reclusione contro i 21 anni richiesti dall'accusa, Maurizio Arimondi e Vincenzo Panicola, quest’ultimo cognato di Messina Denaro, ai sedici anni ciascuno richiesti dai pm, dovranno scontare rispettivamente 12 anni e 6 mesi e 10 anni. Infine, per Nicolò Nicolosi, condannato a 2 anni e 3 mesi, erano stati chiesti quattro anni in più. Sono stati, invece, assolti Calogero Cangemi, Filippo Sammartano, Giovanni Stallone, Leonardo Ippolito e Giovanni Filardo. Per i cinque assolti i pubblici ministeri avevano chiesto quattordici anni per Calogero Cangemi, cinque anni e tre mesi per Filippo Sammartano, quattro anni e due mesi per Giovanni Stallone, diciotto anni per Leonardo Ippolito e ventuno anni per Giovanni Filardo. I pubblici ministeri nella loro requisitoria avevano affidato al Tribunale una maxi memoria di ottocento pagine. Nel processo con rito ordinario concluso a Marsala sono tredici le parti civili costituitesi. Si tratta di Perrone Costruzioni, Clemenza Nicola, Associazione Addiopizzo, Fai Associazione Antiracket italiana, Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara, Confindustria Trapani, Partito democratico, Provincia di Trapani, associazioni antiracket di Marsala e Trapani, associazione ''Io non pago il pizzo e tu?'' e Centro Pio La Torre. Il processo, iniziato il 30 settembre 2011 al tribunale di Marsala, presidente Sergio Gulotta, vedeva, oltre al boss mafioso di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, imputati 13 e non 12 suoi presunti favoreggiatori. Il 23 aprile scorso il pm ha prodotto agli atti il certificato di morte dell'imputato Antonino Marotta e ha chiesto al Tribunale il non luogo a procedere per estinzione del reato. Il castelvetranese Antonino Marotta, ex componente della banda di Salvatore Giuliano, è morto all'età di 86 anni. Marotta era indicato dagli investigatori come tra coloro che convocavano i summit nell’officina di Leonardo Ippolito, oggi assolto. Il processo conclusosi oggi era prima iniziato a Palermo, ma su istanza delle difese era stato dichiarato territorialmente incompetente, in quanto i fatti contestati erano avvenuti nella Valle del Belice. Oltre ai 13, giudicati col rito ordinario, tra gli indagati nell'operazione "Golem 2" c'era anche Salvatore Sciacca che ha, invece, chiesto di patteggiare la pena ed è stato condannato a due anni di carcere. Inoltre altri quattro indagati, Salvatore Messina Denaro, Andrea Craparotta, Matteo Filardo e Raffaele Arimondi hanno invece scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Nell'ottobre 2012, dopo due anni e otto mesi di carcere, il castelvetranese Matteo Filardo, è stato assolto con formula piena, dalla VI sezione penale della Corte d’appello di Palermo. Mentre, in primo grado, Salvatore Messina Denaro, fratello maggiore del boss latitante, era stato condannato a 10 anni di carcere, in continuazione con una precedente pena a 9 anni. Poi in appello la condanna era stata ridotta a 7 anni, e la sentenza è stata confermata qualche giorno fa dai Giudici della Suprema Corte. Ad 8 anni, invece, era stato condannato Andrea Craparotta, detto Giovanni. La sentenza del gup, confermata in appello, è stata annullata dalla Cassazione, con "rinvio" davanti ad altra sezione della Corte d'appello. Confermata, invece, la condanna ad un anno ed 8 mesi per Raffaele Arimondi, accusato di fittizia intestazione di beni. 
di Irene Cimino per 

Nessun commento:

Posta un commento