domenica 17 novembre 2013

GIALLO A MAZARA. TROVATO CADAVERE A MARE LEGATO AI PIEDI

E' un giallo il ritrovamento di un cadavere, i cui piedi erano legati da una corda ai contenitori funzionanti da
zavorra, trovato ieri mattina in mare nelle acque del Transmazaro, nel porto canale di Mazara del Vallo, nel Trapanese. Il corpo di un uomo, la cui età all'apparenza era compresa tra i 50 e i 60 anni, è stato rinvenuto, dagli uomini della capitaneria di porto, a pelo d'acqua, affiorato vicino ad una barca. A lanciare l'allarme è stato un passante. Sul posto, oltre agli uomini della Capitaneria che hanno recuperato il cadavere, sono immediatamente intervenuti gli agenti del locale commissariato per cercare di ricostruire i dettagli di una vicenda al momento molto oscura. La polizia è risalita alla sua identità ma non ha fornito le generalità in quanto non tutti i familiari sono stati avvisati. Quello che è dato sapere al momento è che la vittima ha 61 anni, sposato e padre di figli, viveva a Mazara del Vallo de era imprenditore del settore ittico. La morte sarebbe avvenuta non più di 48 ore prima del ritrovamento. Stando alle prime indiscrezioni, il cadavere era legato a due bidoni. Uno era attaccato al bacino mentre l'altro ai piedi. Dopo il recupero la salma è stata trasferita presso l'obitorio del cimitero comunale per una prima ispezione cadaverica. Le cause del decesso non sono ancora chiare. Il medico legale, durante una prima approssimata ispezione, non ha riscontrato segni che potrebbero far pensare ad un omicidio, tuttavia è stata disposta, dal magistrato di turno, l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni all'obitorio del cimitero comunale di Mazara del Vallo. Gli investigatori dovranno infatti attendere il risultato degli esami autoptici per poterne sapere di più. Al momento in commissariato sull'accaduto vi sono bocche cucite. Non è stato reso noto nemmeno se vi fosse stata, data la presunta ora della morte, una denuncia di scomparsa da parte della moglie. L'unica notizia che trapela è la volontà da parte degli inquirenti di non tralasciare alcuna pista fino al momento in cui non verrà fatta maggiore chiarezza sulla dinamica dei fatti. Rimangono dunque aperte sia la pista dell'omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere che quella del suicidio. Gli investigatori non escludono al momento anche l'ipotesi che possa trattarsi di un suicidio, in quanto, secondo gli inquirenti, l’uomo, dalla banchina, si sarebbe legato ai contenitori, che avrebbero dovuto servire da zavorra per affondare il corpo, per poi gettarli in acqua ed esservi trascinato sotto. Troppi, però, i punti interrogativi ad una morte che momentaneamente rimane avvolta nel mistero.

Nessun commento:

Posta un commento