martedì 5 novembre 2013

E' GIALLO SULL'OMICIDIO AVVENUTO NELLE CAMPAGNE DI MONTELEPRE. LA VITTIMA AVEVA BEVUTO IL CAFFÈ CON I KILLER

Non si esclude la pista mafiosa, s’indaga a 360 gradi sull’omicidio di Baldassare Licari, 64 anni, ex capo cantoniere della Provincia Regionale di Palermo, ucciso con quattro colpi di pistola calibro 7.65, ieri pomeriggio nelle campagne di Borgetto. Per gli investigatori, il movente non è ancora chiaro. “Si tratta di un vero e proprio giallo - secondo quanto afferma il pubblico ministero Dario Scaletta che coordina le indagini - Stiamo scavando a fondo nella vita privata di Licari, e stiamo interrogando quanti possano contribuire a far emergere indizi utili all’inchiesta”. Per tutta la notte al commissariato di Partinico sono stati interrogati i familiari, amici e i vicini di casa con cui l’uomo aveva avuto in passato attriti per alcuni confini. Le indagini ruotano a 360 gradi e al momento, anche se non ci sono ancora elementi concreti in tal senso, non escludono nemmeno la pista mafiosa. Al momento gli inquirenti sono concentrati sulle modalità del delitto, in quanto è ancora incerto sia il numero dei colpi d’arma da fuoco, con cui sarebbe stato ucciso, tra 4 e 5 colpi esplosi, sia l’arma utilizzata. Dai primi accertamenti pare che i killer abbiano usato una 7.65, ma l’assenza dei bossoli potrebbe fare ipotizzare anche all’uso di un revolver. Secondo gli accertamenti del medico legale, tre sono stati sparati al petto e uno alla tempia mentre Licari era arrivato alla macchina, tentando di fuggire. Gli investigatori del commissariato di Partinico e della Squadra Mobile, coordinati da Carmine Mosca capo della omicidi, hanno setacciato il luogo del delitto fino a notte fonda. Non si può escludere la lite, ma si ritiene molto probabile che Licari conoscesse chi ha premuto il grilletto. Secondo quanto hanno accertato gli uomini della squadra mobile, la vittima, incensurata ed apparentemente estranea agli ambienti della criminalità, avrebbe avuto un incontro con il killer. Nella casa di campagna di Licari, che si trova a poche decine di metri dal luogo in cui è stato rinvenuto il suo corpo privo di vita, c’erano tre tazzine da caffè. Sarà ora la scientifica ad estrarre da queste tracce di sangue, impronte e Dna di chi si trovava insieme alla vittima nel momento in cui, secondo la ricostruzione, sarebbe scoppiata la lite. All’interno dell’abitazione, in aperta campagna tra Borgetto e Montelepre, sono stati riscontrati elementi che farebbero pensare ad una lite tra Licari e i suoi assassini. Poi la vittima comprendendo che era in pericolo avrebbe cercato la fuga in macchina. Ma qui è stato raggiunto e ucciso. Nelle tasche dei pantaloncini indossati dall’uomo sono state trovate delle forbici da sarto. Forse la vittima, che potrebbe avere avuto un appuntamento coi killer, temeva che la discussione potesse degenerare e si era portato un’arma impropria per difendersi. I poliziotti hanno eseguito anche diverse perquisizioni nelle vicinanze del luogo; sia il casolare di Licari che un’altra casa rurale nelle vicinanze sarebbero state sottoposte a sequestro. Intanto è stato identificato l'uomo che intorno alle 17 di ieri ha telefonato al 113, facendo scattare l'allarme. In un primo momento si era parlato di una telefonata anonima. A chiamare la polizia, un dipendente di una ditta di distribuzione di surgelati che, trovandosi in zona per delle consegne, ha fatto la macabra scoperta. L’autista del furgone frigo, nel tentativo di oltrepassare la fiat 600 apparentemente posteggiata nella stretta carreggiata che conduce all’agriturismo Don Vito, senza arrecare danno, non ha potuto fare a meno di notare che all’interno dell’utilitaria giacesse il corpo di un uomo sanguinante. Baldassare Licari, con molta probabilità, potrebbe essersi ritrovato dentro la Seicento perché è lì che probabilmente, aveva cercato rifugio, tentando di allontanarsi da chi ha poi fatto fuoco. Intanto, il Prof. Paolo Procaccianti, sta eseguendo l’autopsia sul cadavere di Baldassare Licari. Il risultato chiarirà diversi aspetti delle indagini in corso. La salma sarà poi restituita alla famiglia per i funerali.

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