venerdì 29 novembre 2013

DONNA INCINTA SEMI CARBONIZZATA. IL MAGGIORE DEL RIS RIFERISCE AL PROCESSO DELLE TRACCE DI SANGUE RINVENUTE

Tracce del sangue di Maria Anastasi, la trentanovenne uccisa al nono mese di gravidanza e poi bruciata nelle campagne trapanesi il 4 luglio 2012, sono state trovate sulle scarpe indossate dal marito Salvatore Savalli, imputato insieme all'ex amante Giovanna Purpura nel processo che si celebra davanti alla Corte d'Assise di Trapani. A riferirlo ieri mattina nell'aula bunker Giovanni Falcone è stato il maggiore Carlo Romano, comandante della sezione di Biologia del Ris di Messina, unico teste dell'udienza odierna. "I colpi - ha spiegato Romano - sono stati inferti alla donna quando era già distesa per terra e a breve distanza, come si evince dalla traiettoria delle tracce ematiche rinvenute e analizzate". Romano ha spiegato che altri schizzi di sangue, riconducibili alla vittima, sono stati rilevati anche su un paio di bermuda, trovato dentro un busta nelle vicinanze del luogo del delitto. "Da un esame del Dna -ha proseguito l'ufficiale del Ris- è emerso che il sudore sui bermuda appartenesse a Savalli". Secondo gli investigatori, da accertamenti è emerso che l'indumento sarebbe stato indossato dall'imputato. Nessuna traccia di sangue è stata rinvenuta, invece, sugli abiti di Giovanna Purpura. "Non era ad una distanza tale - ha dichiarato il maggiore Romano - da essere investita dagli schizzi di sangue. Ma non è possibile stabilire con precisione quanto fosse distante dalla vittima". Romano ha anche spiegato che Maria Anastasi venne colpita quando era già a terra. Il pubblico ministero Sara Morri ha rinunciato a sentire gli altri testi presenti. Il processo proseguirà il prossimo 12 dicembre.

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