mercoledì 6 novembre 2013

DETTO DA IPPOCRATE ... LA “CIPUDDA”

Rubrica medica del dr. Nicolò Miceli

Capita spesso di sentire dire, soprattutto alle persone anziane, “mi fa male la cipudda”, oppure, “mi fa
male la cipudda lu tempo sta canciannu dumani chiovi ”, oppure, “un mi pozzu chiù mettiri la scarpa chiusa picchì aiu la cipudda ‘nfiammata”.
Ma, che cosa è la “Cipudda”?
Nel vocabolario siciliano è così descritta: “vizio dell’osso del dito grosso del piede umano che diviene sporgente di fianco e deforma il piede. Tale deformità appare spesso di colore rossiccio, con tante esfoliazioni concentriche della cute con un’erosione localizzata al vertice, tanto da farla somigliare al bulbo di una cipolla”.
La “cipudda”, quindi, è un’espressione metaforica che sta ad indicare la deformità del margine interno dell’avampiede, localizzata in corrispondenza dell’articolazione tra il primo metatarso e l’alluce, quando esiste una situazione patologica del piede denominata Alluce Valgo. 
Il termine alluce valgo indica la deviazione dell’alluce verso il margine esterno del piede (v. fig. 1) che visivamente si configura come una tumefazione del margine interno del piede determinata dalla parte sporgente della testa del primo metatarso deviato a sua volta , accompagnata spesso da una borsa rigonfia, posta al disopra di essa, a sua volta ricoperta da cute arrossata, ipercheratosica con esfoliazioni concentriche ed un’erosione localizzata al vertice per decubito con la scarpa. Questa tumefazione è la “Cipudda”. 
L’alluce valgo, è una deformità ad evoluzione progressiva che determina seri disturbi dell’appoggio del piede. L’alluce, infatti, nella progressiva deviazione laterale spinge il secondo dito, e a catena, il terzo, il quarto e il quinto, verso il margine esterno del piede: alla fine vi sarà una deviazione esterna di tutte le dita (v. fig.3). 
Progredendo nella deviazione l’alluce può, infine, arrivare ad accavallarsi sul secondo dito o ad insinuarvisi sotto (v. fig. 4). Nelle marcate deviazioni laterali dell’alluce, e specialmente quando l’alluce è accavallato al secondo dito (v. fig. 4) compaiono, oltre al fastidioso dolore da attrito con la scarpa che determina la formazione della “cipudda”, fastidiose metatarsalgie.
Il piede è una meravigliosa struttura di appoggio che si regge su tre punti, il calcagno, il primo e il quinto metatarso (v. fig. 2-A). 
L’alterazione di questa struttura, come nel caso dell’alluce valgo, determina dal punto di vista biomeccanico un’alterazione dell’appoggio del piede per alterazione dei punti di scarico del peso del corpo, condizione, questa che è causa di podalgie ed in particolare di metatarsalgie oltre che di formazioni di tilomi (calli). 
I calli altro non sono che punti d’ispessimento della cute deputati a difendere i patologici punti d’appoggio del piede (v. fig. 2 –B, C, D - frecce). 
La formazione dei calli evita che per l’eccessivo attrito in quei punti la cute si ulceri. Pertanto, la rimozione di essi non rimuove la causa del dolore ma lo allevia solo momentaneamente in quanto, proprio per i motivi sopra detti il callo si riforma quasi subito.
Per concludere, l’alluce valgo è una patologia del piede ad evoluzione progressiva che determina a lungo andare seri problemi alla deambulazione. La patologia trova facilmente soluzione con un intervento chirurgico correttivo che può essere effettuato anche in anestesia locale. I risultati sono più soddisfacenti, per quanto detto sopra, quanto più precocemente viene effettuato l’intervento.

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