domenica 3 novembre 2013

179 COPPIE ITALIANE, COLPA DELLA 180^, RISCHIANO L'ANNULLAMENTO DEL "DIVORZIO ALL'INGLESE"

Le coppie italiane, che hanno scelto la corsia veloce inglese invece della lunga strada burocratica italiana per annullare il matrimonio, stanno per vedersi cancellare il divorzio. Come è noto, da noi ci vogliono tre anni per divorziare, un periodo biblico nei nostri tempi di corsa. Così qualcuno ha deciso furbescamente di sfruttare la legislazione europea che riconosce il divorzio ottenuto in qualsiasi paese dell’Unione. “Divorzio all’inglese”, titola il Times, più rapido e meno costoso per gli italiani, a patto che si rispettino le regole. Il quotidiano segnala infatti il caso di 180 divorzi di cittadini italiani che hanno scelto l’Inghilterra per ottenere la fine del loro matrimonio, ma che adesso rischiano l’annullamento. La loro posizione è al vaglio della magistratura britannica con il sospetto che le coppie abbiano agito in modo fraudolento fornendo una falsa residenza in Inghilterra, proprio per usufruire del sistema britannico più “comodo”, riferisce il Times. Le disunioni devono essere cassate, come ha chiesto l’avvocato Simon Murray che rappresenta la Corona, perché sono state ottenute fornendo una truffaldina dichiarazione di residenza in Gran Bretagna. La vicenda è venuta alla luce dopo che i funzionari di Sua Maestà hanno notato come in 179 dei casi di divorzio una delle due parti forniva lo stesso indirizzo, che si è scoperto essere una affollatissima casella postale nella High Street di Maidenhead nel Berkshire, Inghilterra centrale. Centosettantanove mariti hanno quindi fornito lo stesso indirizzo e tutte le mogli risultavano residenti in Italia. E' stato il 180° a dare un indirizzo diverso. La cosa ha insospettito le autorità facendo annusare una frode e imponendo ulteriori verifiche. La richiesta di annullamento è stata presentata al massimo magistrato che si occupa di diritto di famiglia, Sir James Mumby. Pur riguardando cittadini italiani, il caso resta di totale competenza della giustizia britannica, le autorità italiane nel Paese «non entrano nel merito», ha spiegato il Console generale a Londra Massimiliano Mazzanti. Quello che possono fare è fornire collaborazione alle autorità del Paese ospitante, in fase di verifica per rintracciare le persone interessate. In attesa che il giudice si esprima quindi, il caso pone comunque quesiti interessanti. Intanto se sia verosimile che tante coppie italiane scelgano di terminare la loro unione in Inghilterra. E la risposta è sì, per questo basta considerare il tempo - e conseguenti costi - che si risparmia. «Se non ci sono particolari condizioni, contestazioni o minori coinvolti e se la richiesta viene presentata con l’accordo del coniuge, ebbene, in tal caso in Inghilterra si può divorziare anche in sei mesi», ha spiegato all’ANSA Rocco Franco, avvocato dello studio Pini Franco LLP di Londra. «Intanto qui la separazione è considerata un dato di fatto», e non un passaggio per cui è necessario il riconoscimento di un tribunale. Cosa che fa già risparmiare anni. Una condizione che può quindi far gola a molti italiani che vogliano velocizzare i tempi, tanto più che esiste il quadro giuridico, basato su un regolamento comunitario, che permette di divorziare in un altro Paese europeo, rispettandone naturalmente le leggi e avendone i requisiti. «Tra questi, in Inghilterra, è richiesta la residenza stabile per il ricorrente per almeno sei mesi», come requisito minimo spiega Franco. Che in alcuni casi può arrivare fino ad un anno. Insomma, si può fare, rispettando le regole però. Ed è questo che viene contestato alle 179 coppie che, avendo dichiarato tutte lo stesso indirizzo di residenza e che si sospetta anche essere falso, sono finite nel mirino delle autorità. E se poi i divorzi verranno annullati davvero come sembrerebbe? Nell’ipotesi in cui qualcuno tra coloro che ha ottenuto questo `divorzio inglese´ si fosse poi risposato, con l’annullamento rischia forse di diventare bigamo. Cosa illegale, anche in Italia.

1 commento:

  1. Ciao, io sono la ex moglie di uno di questi 179 persone che ha chiesto il divorzio in Inghilterra, glielo avevo concesso perchè mi aveva assicurato che avrebbe mantenuto l'impegno a versare il mantenimento come era stato deciso nella separazione davanti ad un giudice italiano, ma forse molti di voi non sanno che questi divorzi inglesi annullano tutte le clausule che erano state messe nella sentenza di separazione, quindi oggi grazie a questo divorzio inglese mi ritrovo senza niente in mano dopo 30 anni di matrimonio ... io sinceramente spero che lo annullino in modo che si possa rifare qui in Italia tenendo conto anche dei miei diritti !!!

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