sabato 5 ottobre 2013

SOLO 5 GIORNI PER 200 MLN DI EURO ALLE IMPRESE. I COMUNI DEVONO CHIEDERE I SOLDI ENTRO IL 10 OTTOBRE

Entro la fine dell’anno i Comuni potranno pagare la seconda tranche dei debiti arretrati nei confronti delle
imprese. È stato infatti registrato dalla Corte dei conti il decreto emanato dal ministero dell’economia e delle finanze che dispone l’erogazione agli enti locali già autorizzati, di circa 3,5 miliardi di euro a livello nazionale, ossia 1,8 miliardi in più rispetto a quanto previsto per il 2013 (per il 2014 l’importo di 1,8 miliardi è ridotto a 189 milioni). La quota che spetta ai Comuni siciliani in questa fase ammonta a circa 200 milioni di euro. Una accelerazione che in Sicilia porterà fondi indispensabili per dare fiato all’economia reale.Toccherà ai Comuni, però, richiedere entro 5 giorni ovvero il prossimo 10 ottobre che l’anticipazione concessa dalla Cassa depositi e prestiti (ad oggi “scaglionata” tra il 2013 e il 2014) venga erogata a saldo antro la fine dell’anno. Gli enti locali siciliani “autorizzati” sono 179 su un totale di 390 (scarica qui la disponibilità economica comune per comune). Messina è la provincia più attiva per numero di istruttorie positive (53), anche se Ragusa è quella con i maggiori importi (un totale di oltre 90 milioni) per nove Comuni richiedenti. “Si tratta di far respirare imprese e famiglie – dicono gli industriali siciliani –. Immettere in circolazione queste somme significa dare una spinta all’economia in un momento importante quale può essere il periodo natalizio. Per raggiungere questo obiettivo i Comuni, senza oneri aggiuntivi, devono per tempo avanzare le richieste alla Cassa depositi e prestiti. Facciamo un esempio e prendiamo una provincia a caso. Per la provincia di Catania, che ha richiesto un prestito di circa 80 milioni di euro, significherebbe introdurre nell’economia reale qualcosa come 40 milioni, dal momento che una prima tranche è già stata erogata. Somma che evidentemente avrebbe un effetto leva per le famiglie e quindi per la crescita dei consumi locali, pari almeno al doppio della liquidità erogata. Un’occasione che le singole amministrazione non possono lasciarsi sfuggire”.
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