domenica 20 ottobre 2013

SEQUESTRO PREVENTIVO A MARSALA PER LO "STORICO" CANTIERE NAVALE "PARRINELLO", AD UN ANNO ESATTO DALLA DENUNCIA DELL'OSSERVATORIO SICILIA

Il blitz degli uomini della Capitaneria di Porto ha portato al sequestro preventivo a Marsala degli "storici" cantieri navali, di proprietà di Antonino Parrinello e figli, azienda operante nel settore delle imbarcazioni da diporto e sportive, che si affacciano sul porto e sono attigui al Molo Colombo. Il sequestro preventivo è stato effettuato su disposizione dell’ufficio circondariale marittimo, dopo avere riscontrato la violazione di diverse norme in materia di sicurezza sul posto del lavoro, impianti fuori norma, sforamento della concessione demaniale ed il mancato adeguamento alle norme anti-inquinamento. Il provvedimento è scattato a seguito dei controlli disposti dal comandante del porto di Marsala, il tenente di vascello Raffaele Giardina, che nei giorni scorsi, assieme ai funzionari e ai tecnici dell'Arpa (Agenzia regionale per le acque), avrebbe accertato una serie di violazioni relative alle norme che disciplinano l'attività cantieristica. Lo sforamento della concessione demaniale riguarda un allargamento dell'area cantieristica per la quale era stata rilasciata la concessione, avvenuta "abusivamente". I "Cantieri Parrinello", assieme ai "Cantieri Bonanno", acquisiti questi ultimi da un paio d'anni per cessata attività, sono strutture che hanno fatto la storia della cantieristica a Marsala e nella Sicilia Occidentale con oltre cento anni di attività. Sono condotti a gestione familiare e sono l'unica struttura cantieristica che si occupa della costruzione e rimessaggio dei motopesca e barche in legno. Il titolare, Antonino Parrinello, è l'unico dei "maestri d'ascia" che ancora opera in Sicilia, un'arte che è completamente scomparsa. Nel cantiere attualmente sono impegnate circa sei persone. Il titolare, ai cui cantieri sono stati posti i sigilli, con le inevitabili complicanze di natura professionale e lavorativa, ha dato mandato al suo legale di fiducia, l'avvocato Antonello Parrinello, di attivarsi per cercare di dissequestrare i Cantieri, naturalmente procedendo a rimediare a quelle che sono le contestazioni di violazione delle norme riscontrate dall'Ufficio Circondariale Marittimo e dall'Arpa di Palermo. Eppure, sostengono i titolari del cantiere, che già da anni erano stati installati gli impianti di anti inquinamento, riciclaggio e depurazione delle acque che scaricano a mare e messi in atto tutti gli altri accorgimenti tali da rendere "sicura ed efficiente" l'attività cantieristica.
di Irene Cimino per
Proprio un anno fa, il 20 ottobre 2012,  la redazione del sito Osservatorio Sicilia aveva segnalato con un articolo, corredato da servizio fotografico, il cantiere con tutte le violazioni. E' tutto documentato nell'articolo dal titolo "Marsala. A cento passi dalla Capitaneria di Porto un cantiere navale o disastro ambientale ? E le stelle stanno a guardare …". Cliccando sul titolo vi ritroverete in "www.osservatorio-sicilia.it", dove è possibile visualizzare otto foto e tutto il materiale che a preceduto il sequestro preventivo. Poi, leggendo attentamente quanto scritto, l'articolo potrebbe riservare altre future sorprese.

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