venerdì 11 ottobre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (Si a 'nvidia avissi a vaddira, fussimu ...)

Si a 'nvidia avissi a vaddira, fussimu 
tutti vaddarusi
IN DIALETTO MESSINESE
Se l'invidia avesse l'ernia, fossimo tutti erniosi 

Vaddira è un termine siciliano con cui si indica l'ernia, ossia la fuoriuscita di un viscere,di una parte di esso o dell'involucro che lo ricopre dalla cavità che normalmente lo contiene. L'origine è tutta araba. Infatti deriva dalla trasformazione del termine arabo "'adara" in wallara, che tradotto significa appunto ernia e quindi la trasformazione tutta siciliana in vaddira. E dopo aver chiarito il significato di "vaddira". Il famoso detto siciliano decanta l'invidia come una patologia della quale, a suo dire, tutti potrebbero esserne afflitti. E in effetti l'invidia è una brutta bestia. Ad esempio, chi lavora e si adopera in molte cose, specie se con cognizione di causa e preparazione, spesso è invidiato e criticato. Infatti, nell'agrigentino si dice "Cu troppu sta 'mpignatu, tanti voti è picchiatu" (Chi troppo sta impegnato, tante volte è picchiato). Al che viene spontaneo chiedersi: "Perché non perdono tempo a sfruttare e guardarsi quello che hanno? E poi, questi, cioè gli invidiosi, non hanno niente da fare?" Dico, se si impegnassero un minimo nel fare la qualsiasi, non avrebbero il tempo di invidiare gli altri. Anche perché molti invidiano per il niente. Porto qualche paragone stupido, evitiamo di andare sul pesante. In un condominio, la vicina di casa va a prendersi un caffè da quella del piano di sotto. E mentre aspetta che la bevanda salga, comincia a guardarsi intorno. Premesso che i due appartamenti sono uguali per misura e posizione. Dopo aver scrutato il tutto inizia: "Mi, ma lo sai che la tua casa sembra più grande della mia". E via così, per mobili, tende, quadri, cucina, tazzine, caffettiere, ecc... . "Ma qui c'è 'na luce, da me è tutto buio". E la vicina, e dai la prima, la seconda e poi ancora alla frase "della luce e del buio" sbotta: "Ma lo sai che ... se non tenessi le serrande chiuse per non sporcarti i vetri, anche tu avresti la casa illuminata?". E siccome l'invidia, per la maggior parte è ignoranza, nel senso buono della parola, la vicina "invidiosa" risponde: "Ma stai scherzando? Si magari ora perdo tempo a pulire i vetri". Poi se una volta capita che si è invitati dalla vicina "invidiosa", pensi di trovarti a casa tua. Perché trovi pure le pareti del colore che ti eri fatto tu, con la differenza che lei ha chiamato l'imbianchino e tu, alla meno peggio, avevi sudato per rinfrescare le pareti. Ora, questo è tanto per (s)parlare, ma vengo e mi spiego. Se certa gente al posto di non fare o non voler fare niente, avesse il suo bel da fare, il mondo sarebbe migliore. Perché, non solo non fanno ma sono pure bravi a far perdere tempo agli altri, facendogli fare la metà di quello che potrebbero fare. Ho preferito limitarmi nel raccontare una sciocchezzuola, ma esempi, poi specialmente nel campo lavorativo, ce n'è sarebbero a "iosa". 
Per curiosità, invece, vi faccio notare come lo stesso proverbio detto ad esempio nel ragusano cambia nella forma scritta. "Se 'a mmiria forra vaddira forrimu tutti vaddarusi". Oppure, ma non so da quale luogo siciliano proviene, si dice "s'a nvidia fussi vaddira ni calassi a tutti". Ora, l'unica cosa che è sbagliata, in tutti i posti in cui l'ho trovato, è la traduzione in italiano. Tutti traducono il proverbio scrivendo: "Se l'invidia fosse un'ernia saremmo tutti con l'ernia". La grammatica siciliano non è diversa da quella italiana quindi "fussimu" si traduce con l'imperfetto congiuntivo "fossimo".

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