giovedì 10 ottobre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (Prima penza, poi parra, pirchì paroli pocu pinzati, ...)

Prima penza, poi parra, pirchì paroli pocu pinzati, ponu peni, piriculi, pintimenti
IN DIALETTO RAGUSANO
Prima pensa, poi parla, perché parole poco pensate, 
portano pene, pericoli, pentimenti.

Questo proverbio ragusano colpisce subito, non solo per il significato e la morale, ma anche per la particolarità di essere formato con dodici parole che iniziano tutte con la "p", sia in dialetto siciliano che nella traduzione in italiano. Il proverbio si rifà ad un detto più che quotidiano, quante volte abbiamo sentito dire "prima di parlare conta sino a dieci" e quante volte ci è stato detto "prima di aprire bocca pensa, perché te ne potresti pentire". Questo proverbio, riflettendo bene, ci fa comprendere il senso di un altro proverbio noto e usato in tutte le province siciliane "la lingua unn'avi ossa ma rumpi l'ossa" (la lingua non ha ossa ma rompe le ossa). Come è noto, la lingua è un muscolo, un organo senza ossa, ma, parlando, ha la capacità di causare tanti danni che chi ne è oggetto può ritrovarsi, in senso metaforico, con le ossa rotte, ridotto ai minimi termini. Solitamente questo proverbio è dedicato alle persone maldicenti, che amano seminare zizzania e diffamazione, senza riflettere sulle conseguenze. In poche parole ferisce più la lingua che la spada. Ma questo ci porterebbe a dire che "Chi di spada ferisce di spada perisce" e allora la riflessione ci invita ad enunciare un altro detto siciliano "A megghiu parola è chidda chi un si rici" (La miglior parola è quella che non si dice). A volte la prudenza consiglia di non rispondere, ma riflettere, perché come dicono i messinesi "Bucca chi non para non si pintiu" (Bocca che non parla non si è pentita). Per fare un esempio basta citare un altro proverbio "Non diri all'amicu quantu sai, pensa si un ionnu, pi nemicu l'avrai" (Non dire all'amico quanto sai, pensa se un giorno, per nemico lo avrai). Un giorno potresti pentirti di esserti sfogato con un amico avendogli raccontato segreti o come la pensavi su qualcun altro, perché il giorno in cui l'amicizia potrebbe finire questo per farti un torto andrebbe a raccontare ad altri i tuoi segreti. Allora, per chi parla a sproposito senza riflettere in Sicilia si dice "A pallari quannu 'u jaddu fa l'ovu" (potrai parlare quando il gallo farà l'uovo). In poche parole, meglio mai. E per oggi mettiamo un punto, perché i proverbi sono come "la calia e la simenza", uno tira l'altro.

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