venerdì 4 ottobre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (di tanti chi mi vidinu muriri, iu sulu mi lu pigliu lu pinseri)

di tanti chi mi vidinu muriri, 

iu sulu mi lu pigliu lu pinseri

IN DIALETTO RIBERESE (AG)

di tanti che mi vedono morire, io solo me lo prendo il pensiero

Il proverbio vuole sottolineare quanta indifferenza c'è alla sofferenza altrui. Solo chi soffre si preoccupa veramente delle proprie disgrazie, gli altri sono pieni di paroloni ma nei fatti alla fine non fanno niente. per far comprendere meglio il detto, basti pensare alle stragi. Appena accade la tragedia tutti in prima linea a dire si potrebbe fare questo, c'è da fare quello, ma poi appena si spengono i riflettori si attende la prossima strage solo per parlarne di nuovo. E i "fatti"? "Parole, parole, parole, ... non son altro che parole che tu dici per convincere me cosa fai non lasciarmi qui da solo ..." cantava il noto cantante mazarese Nico dei Gabbiani. In dialetto "rivilisi"(riberese) si dice: "avà essiri cipudda pi ardiri l'occhi" (deve essere cipolla per bruciare gli occhi), in poche parole ci si prodiga solo quando si ha un certo interesse, quello personale. In situazioni, come quella accaduta ieri, una vera e propria "mattanza", si dice "U' mortu insigna a chianciri" (il morto insegna a piangere), in teoria vuol dire che quando uno si trova ad affrontare una situazione nuova che non avrebbe mai pensato potesse accadere, trova in se stesso le risorse per superarla ed affrontare la situazione difficile con coraggio e forza. Parlo di teoria in quanto nella pratica ultimamente ritengono che anche queste "sono chiacchiere perse".

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