lunedì 14 ottobre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (Cu pari ca duormi ...)

Cu pari ca duormi e ripuosa, puorta 
la cruci chiù gravusa.
IN DIALETTO MADONITA (PA)
Chi sembra che dorme e riposa, porta la croce più pesante.

Molte volte se non si è degli attenti osservatori capita di incappare nell'apparenza delle situazioni. Il proverbio vuole sottolineare proprio questo aspetto, avvisando di "non giudicare un'altra persona, se non conosci la verità". Non è forse capitato almeno una volta di incontrare una persona che all'apparenza sembra serena, sorridente e soprattutto calma, come se non avesse alcun problema, diremmo noi in una sola parola serafica. Eppure dietro a quel sorriso, a quella calma, si nasconde l'amarezza di una tragedia, di una disperazione. Non è mai capitato di sentir dire: "Si è tolta la vita, eppure fino a ieri era serena, non aveva alcun problema". E poi si scopre che covava tutto dentro, che quella era una calma apparente. A volte ritieni che è meglio tacere, perché chi ti circonda viene a lamentarsi per problemi insormontabili, ma ascoltandoli ti accorgi che quello che loro lamentano è la quotidianità della vita. E quando chi frequenti si dispera per il niente, sai che ti conviene tacere, perché non saprebbero capirti e quindi non saprebbero darti alcun aiuto. E alla fine sei tu che con un sorriso, con un consiglio aiuti loro, perché ti rendi conto che sei più forte nel carattere, perché sopporti meglio. Loro, i parenti, gli amici, se ne vanno convinti che tu, avendogli dato la soluzione ai loro problemi, stai bene, e non hai alcun problema da risolvere. 
La ricerca scientifica, nei più avanzati settori delle neuro-scienze, della biologia molecolare e di altre cose che sembrano difficilissime da capire, ogni tanto da conferma che la saggezza popolare è scientificamente esatta. Così anche il famoso detto "Genti allegra Diu l'aiuta" (Gente allegra Dio l’aiuta) ha la sua bella dimostrazione scientifica. Sappiamo che i saggi parlano attraverso le metafore e quindi forse non è proprio il cielo ad aiutare la gente allegra ma l’aiuto viene da qualcosa di molto più vicino alla terra, anzi per dirla tutta, la gente allegra si aiuta da sola ed ora dalla spiegazione scientifica di Daniele Berti, Gestalt Counselor & Happiness Coach, in un articolo pubblicato su Scienza dell'anima vediamo come. "Siccome la questione più importante per un essere umano, non è mangiare, non è divertirsi e non è nemmeno la salute ma, come per tutti gli esseri viventi, costi quel che costi, la cosa più importante è la sopravvivenza, ecco che nel cervello più interno, nella posizione più protetta, troviamo l’amigdala una vera e propria centralina d’allarme. Anche la tua amigdala, quando avvisa un pericolo per la tua sopravvivenza, innesca - precisa Berti - automaticamente tutta una serie di procedure proprio per salvarti la vita. Sopra questo cervello molto semplice che “ragiona” solo in termini di sopravvivenza, c’è un secondo cervello un po’ più sofisticato che controlla numerose funzioni molto utili per la vita quotidiana come ad esempio tutte le memorie procedurali. La gran parte - continua l'articolo - delle azioni che compi quotidianamente e che fai in modo automatico sono il risultato di queste memorie procedurali che non richiedono un grande dispendio di energia e che operano in questa parte più esterna del cervello. Poi abbiamo la cosiddetta neo-corteccia, la parte più esterna, che è la sede della creatività o, come dicono gli studiosi, è la sede del problem-solving. Bene ora che sappiamo come funziona il cervello diventa facile capire anche perché “Gente allegra il ciel l’aiuta”.Quando sei in una situazione stressante la tua amigdala reagisce come se tu fossi in pericolo di vita e allora innesca tutti quei meccanismi atti a garantire la tua sopravvivenza, il che significa, innanzitutto, produzione di cortisolo e adrenalina sostanze straordinarie per una fuga a gambe levate" dal risolvere i problemi. Stacchi la spina della creatività e ti fai prendere dallo stress. 
"La gente allegra, - spiega Berti - anche nelle situazioni più complicate non va in uno stato di stress e quindi mantiene la piena funzionalità della sua neocorteccia grazie alla quale, in modo all’apparenza miracoloso, per presunto intervento celeste, trova una semplice soluzione praticabile anche ai problemi più difficili". Ora che sappiamo tutto, non resta quindi che imparare ad essere sorridenti ed allegri, perché è noto che
 "Cchiu scuru di menzannotti nun po fari" (Più buoi di mezzanotte non può fare).
Molto probabilmente stai pensando che questi non sono tempi da essere tanto allegri ed è proprio qui che ti stai sbagliando. 
Hai appena letto che tra le possibilità per risolvere, o meglio dire per lenire, problemi “insormontabili” è quella di essere allegri e quindi questo potrebbe essere il momento ideale per imparare ad essere allegri. "Il bello è che esiste - prosegue Daniele Berti - una tecnica semplice, salutare, naturale molto efficiente e pure piacevole con la quale in tempi molto rapidi puoi abbandonare lo stress, imparare ad essere allegro e trovare facilmente la soluzione a problemi apparentemente insormontabili". Ricordate sempre che "Solo alla morte non c'è speranza". Berti consiglia una tecnica semplicissima, chiamata Yoga della Risata, assicurando "che è una cosa seria, e per darti un’idea di quanto sia una cosa seria ti riporto una cosa detta da uno che non ha mai avuto la fama di essere uno molto allegro, un certo Giacomo Leopardi che in uno dei suoi aforismi scrisse : “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”. Sempre come dice la saggezza popolare “Aiutati che Dio t’aiuta” e la cosa interessante è che l’unico sforzo - conclude il consulente della felicità dell'animo - che devi fare per aiutarti è quello di imparare ad essere sorridente con una tecnica semplice, naturale e anche piacevole da praticare".
Riassumendo, ricordate che molte volte "l'apparenza inganna", che "il sorriso non sempre è sulla bocca degli sciocchi", ma serve alla sopravvivenza. Morale della favola, nel caos più totale della nostra frenetica vita abbiamo l'obbligo morale di cavarci uno spazio anche ridotto per sorridere alle avversità della vita, perché ci darà la carica per affrontare con lucidità serafica la quotidianità e non è detto che da soli non possiamo trovare soluzioni che all'apparenza sembrano più grandi di noi. 





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