mercoledì 2 ottobre 2013

PROVERBIO DEL GIORNO ... (Cu havi a chi fari cu li sperti, stassi cu l'occhi aperti).

Cu havi a chi fari cu li sperti, 

stassi cu l'occhi aperti. 

IN DIALETTO RAGUSANO

Chi ha a che fare con i furbi, stia con gli occhi aperti.

Occorre stare sempre con gli occhi aperti, altrimenti i furbi la fanno franca. Non a caso il siciliano chiama il furbo "sperto", cioè esperto, che sa muoversi bene approfittando di chi in quel momento è fragile. Molte volte pensiamo di non essere all'altezza dei compiti che ci vengono assegnati e magari chiediamo aiuto, per avere la certezza di non sbagliare, alla fine ci si rende conto, ma quando ormai è troppo tardi, che ci hanno messi in un angolo e si sono "fregati" il nostro lavoro, la nostra idea progettuale. Quello che frega è la timidezza che ci rende insicuri delle nostre capacità, dando al furbo la possibilità di andare avanti alle nostre spalle. Bisogna essere più coraggiosi e credere principalmente in noi stessi.
I proverbi sono un antico modo di comunicare ed a volte profetizzare eventi della vita quotidiana, attraverso frasi tramandate di generazione in generazione, perché alla fine il modo di vivere non è mai cambiato. C'è chi li definisce "l'arte dell'arrangiarsi". I furbi ci sono sempre stati e sempre ci saranno e quindi è meglio non distogliere lo sguardo. Avete mai sentito dire: "L'occhiu ru patruni ngrassa u cavaddu" (L'occhio del padrone ingrassa il cavallo). Il proverbio proviene dal latino: "Oculus domini saginat equum" [Col.]. Il proverbio vuole mettere in guardia, precisando che gli affari (o i beni) sono gestiti meglio dal proprietario che li segue di persona.


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