giovedì 31 ottobre 2013

PER LA PROCURA DI TRAPANI "POTREBBE ESSERCI BANCAROTTA FRAUDOLENTA DIETRO IL FALLIMENTO DEL CTN-SATIN"

Sono in corso indagini della Procura di Trapani sul fallimento del Cnt che ha provocato il licenziamento di 58
operai. Potrebbe esserci la bancarotta fraudolenta dietro al fallimento del Cantiere navale di Trapani, "Cnt", e della società holding "Satin". Alle due società la sezione fallimentare del Tribunale ha apposto i sigilli nell'aprile scorso. Molteplici erano le ragioni del fallimento: un passivo di bilancio di svariate decine di milioni di euro; i numerosi mezzi pignorati dal Tribunale per insolvenza; le condizioni di abbandono in cui versava e versa l'area e l'impossibilità di acquisire nuove commesse o di consegnare quelle passate. L'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta è stata formulata dalla Procura di Trapani che sta indagando sul caso. Tra i soggetti iscritti nel registro degli indagati figura l’imprenditore Giuseppe D’Angelo, presidente della Satin ed amministratore delegato del Cnt. Secondo l'ipotesi accusatoria, la bancarotta fraudolenta sarebbe stata messa in atto dall'azienda madre, la Satin, con una serie di operazioni tendenti a provocare un fallimento pilotato del Cnt. Tra le operazioni sospette, l’elaborazione di un piano industriale finalizzato al mantenimento del controllo del bacino di carenaggio senza più la zavorra del Cantiere navale di Trapani e dei relativi debiti della società. Il piano è però naufragato quando le banche non hanno più concesso credito alla Satin. "Nonostante tutto ciò - avevano già precisato nel mese di aprile i lavoratori licenziati - gli ex titolari della Satin-Cnt dichiarano che l'unica causa del fallimento sia stata la dura lotta che noi lavoratori abbiamo intrapreso per contrastare la cassa integrazione e licenziamento". Buona parte del Collettivo lavoratori in lotta ha costituito una società cooperativa, la Bacino di Carenaggio, il cui progetto è quello di porsi "come valida alternativa alla disastrosa precedente gestione dell'area demaniale in questione e, non da meno, essere noi stessi i padroni del nostro lavoro, senza mire imprenditoriali, ma con l'unico scopo di assicurare un lavoro e un futuro a noi e ad altri. Sollecitiamo - ribadiscono gli ex lavoratori del Cnt-Satin - ulteriormente il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Sicilia e il Comune di Trapani, affinché finalmente si attivino per fornirci gli strumenti necessari per realizzare il nostro nobile progetto". L'indagine, che coinvolge i vertici delle società, viene definita dagli inquirenti "articolata e complessa" e potrebbe dar vita a nuovi filoni d'inchiesta.
Fonti: socialtp ed agi.it

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