sabato 19 ottobre 2013

OMICIDIO A RAGUSA. FREDDATO ALLA NUCA DALL' AMICO, FINISCE LA SUA CORSA CONTRO UN MURO

Salvatore Di Grandi, 66 anni, di Ragusa, cameriere, padre di due figli, separato, è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca mentre era alla guida di una Fiat Punto. Ad uccidere la scorsa notte Salvatore Di Grandi sarebbe stato l'amico ragusano Giovanni Caruso, 38 anni, barista, che dal sedile posteriore dell’auto ha sparato a Di Grandi due colpi di pistola calibro 6,35 alla nuca. L' amico, preso dai fumi dell'alcol si sarebbe così "vendicato" della vittima per una lite scoppiata in passato per futili motivi. Il killer, individuato dalla squadra mobile della Questura, è stato fermato assieme a un altro uomo, Alfredo Scatà, 48 anni, che era seduto in auto sul sedile lato passeggero accanto a Di Grandi. Scatà, già noto alle forze dell'ordine, è accusato di concorso in omicidio volontario, ma la sua posizione resta al vaglio della Procura. Ad allertare i poliziotti è stata una chiamata al 118, fatta da alcuni giovani che stazionavano nel parcheggio del Pala Minardi in cui è avvenuto l’omicidio. Secondo una prima ricostruzione, i tre amici erano in auto, dopo una serata trascorsa insieme al bar. Caruso, seduto sul sedile posteriore, ha improvvisamente sparato un paio di colpi di pistola di piccolo calibro alla nuca dell'amico, mentre questi era intento a guidare. L’auto, incontrollata, è andata, a bassa velocità, a schiantarsi contro un muro di Via Mariano Rumor nella zona del Pala Minardi, senza gravi problemi per gli altri due occupanti, in quanto l’assassino contemporaneamente azionava il freno a mano. Di Grandi, invece, ha così finito la sua corsa contro quel muro. I due dopo l'urto sono scesi dall'auto e, senza soccorrere l'amico, si sono dati a precipitosa fuga, fino a quando non sono stati rintracciati e fermati dagli agenti di polizia. L’omicida, reo confesso, è stato arrestato dalla polizia assieme al complice. Caruso in particolare, nutriva vecchi rancori con la vittima. I tre, vecchi compagni di bevute e bagordi, si erano dati appuntamento in un bar di Piazza Libertà per discutere di un episodio mai dimenticato nonostante risalisse a ben tre anni fa, quando l’assassino offese per futili motivi in un bar Di Grandi, che si tolse una scarpa e la posò sul bancone vicino al bicchiere di Caruso, sbeffeggiandolo. L’uomo non gradì, covando per anni un rancore mai sopito. Dopo mesi che non si vedevano, Caruso ha dato appuntamento a Di Grandi ieri sera al solito bar, presentandosi assieme a Scatà. Dopo un’abbondante bevuta, il giro in macchina con la lite sfociata nell'omicidio, che, stando a quanto confessato dall'assassino alla polizia, era già programmato da tempo. I due arrestati devono rispondere di omicidio volontario in concorso con l’aggravante della premeditazione e porto abusivo di armi. In casa di Caruso la polizia ha trovato altre due pistole.

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